Tribunale di Gerusalemme blocca la “prigione dei coccodrilli” di Ben Gvir, vittoria degli animalisti

di Fulvio Cerutti

progetto del governo israeliano di utilizzare coccodrilli del Nilo come misura di sicurezza attorno al carcere di Ketziot, dove sono detenute persone accusate di terrorismo, è stato temporaneamente bloccato dalla magistratura. Il Tribunale distrettuale di Gerusalemme ha accolto il ricorso di un’associazione animalista, sospendendo il trasferimento dei rettili fino alla decisione definitiva. La vicenda ha acceso un duro scontro tra esigenze di sicurezza, tutela degli animali e rispetto delle procedure amministrative.

Progetto congelato

Il Tribunale distrettuale di Gerusalemme ha ordinato la sospensione del trasferimento dei coccodrilli del Nilo destinati al carcere di Ketziot, nel sud di Israele, fermando temporaneamente uno dei progetti più controversi promossi dal ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir.

Il provvedimento è arrivato in seguito al ricorso presentato dall’associazione per i diritti degli animali Let the Animals Live, che ha contestato sia la legittimità della riclassificazione dei rettili sia i possibili rischi per il loro benessere.

Il giudice Avraham Rubin ha stabilito che nessun coccodrillo potrà essere trasferito nella struttura penitenziaria fino alla decisione finale del tribunale. Nel frattempo, il ministro della Protezione ambientale Idit Silman, Ben-Gvir e il Servizio carcerario israeliano dovranno presentare le proprie osservazioni entro i termini fissati dalla corte.

Il piano del governo

L’idea prevedeva di collocare coccodrilli del Nilo in un fossato scavato attorno al carcere di Ketziot, struttura che ospita detenuti accusati di reati legati alla sicurezza nazionale.

Per rendere possibile il progetto, lo scorso mese il ministro della Protezione ambientale Idit Silman aveva modificato la classificazione del coccodrillo del Nilo, facendolo passare da “specie protetta” a “animale selvatico allevato”. La decisione avrebbe consentito il trasferimento degli animali in strutture di sicurezza.

Secondo l’ufficio di Ben-Gvir, i lavori di scavo del fossato erano già iniziati e il ministero aveva stanziato circa 21 milioni di shekel (circa 6 milioni di euro) per la realizzazione dell’opera. Il piano comprendeva anche la gestione quotidiana degli animali e la predisposizione di apposite aree per il loro ricovero.

Le obiezioni degli esperti

Il progetto ha però incontrato una forte opposizione da parte dell’Autorità israeliana per la natura e i parchi e dei consulenti legali del Ministero della Protezione ambientale.

L’Autorità ha dichiarato: «L’Autorità per la Natura e i Parchi non ha trovato alcuna base professionale o scientifica, in nessuna parte del mondo, per introdurre coccodrilli in una struttura di detenzione come misura di sicurezza».

Gli esperti hanno inoltre avvertito: «L’introduzione di un grande predatore non autoctono, longevo, nell’ecosistema potrebbe creare numerosi e diversi rischi sia per l’ambiente naturale di Israele sia per la popolazione».

Secondo i tecnici, oltre ai possibili danni per gli animali, il progetto potrebbe rappresentare un pericolo anche per il personale penitenziario e per gli stessi detenuti.

Le motivazioni del giudice

Nel provvedimento con cui ha disposto la sospensione, il giudice Avraham Rubin ha spiegato che «le affermazioni riguardanti il danno previsto per i coccodrilli meritano di essere esaminate e giustificano l’emissione di un ordine che vieti il trasferimento o qualsiasi attività relativa all’individuazione o alla preparazione dei coccodrilli per il trasferimento».

Per questo motivo, fino alla sentenza definitiva, ogni operazione collegata al trasferimento degli animali dovrà rimanere sospesa.

La reazione di Ben-Gvir

La decisione del tribunale ha provocato l’immediata protesta del ministro della Sicurezza nazionale, che ha accusato la magistratura di ostacolare le politiche del governo.

Ben-Gvir ha dichiarato: «Ancora una volta, in tempo di guerra, il sistema giudiziario si schiera dalla parte dei terroristi, ostacolando misure importanti per la deterrenza di Israele».

Ha poi aggiunto: «Sappiamo che i terroristi sono preoccupati per l’arrivo dei coccodrilli, ma oggi il tribunale è venuto in loro aiuto».

Un progetto destinato a far discutere. Secondo quanto riferito dall’ufficio del ministro, il piano era stato elaborato nei minimi dettagli. In una nota ufficiale è stato affermato: «Chi pensava che fosse una trovata pubblicitaria si sbagliava». Lo stesso comunicato aggiungeva: «Il Servizio carcerario è completamente pronto. Il piano esiste nei minimi dettagli, dalla manutenzione e cura dei coccodrilli fino agli spazi destinati al loro riposo».

L’iniziativa sarebbe stata ispirata, secondo diverse ricostruzioni, a una recente struttura detentiva voluta dal presidente Usa Donald Trump e realizzata nelle Everglades della Florida, costruita in un’area popolata da alligatori. Tuttavia, il progetto israeliano resta ora sospeso in attesa della decisione definitiva del tribunale, che dovrà stabilire se il trasferimento dei coccodrilli sia compatibile con la normativa vigente e con le tutele previste per gli animali.

Fonte_ LA ZAMPA – www.lastampa.it/la-zampa/

Agosto 2026