Perché scompaiono i nostri gatti?

Il 14 novembre, alla Sala Montelupo di Domagnano, si è tenuto un incontro dedicato al crescente fenomeno della scomparsa dei gatti, con la partecipazione dell’attivista ecologista e difensore dei diritti animali Davide Celli. Negli ultimi mesi, infatti, si è registrato un aumento significativo delle segnalazioni di animali domestici scomparsi: solo a San Marino, da aprile, sono state raccolte oltre 70 segnalazioni. Si tratta di un dato probabilmente sottostimato, poiché considera esclusivamente le comunicazioni pervenute all’APAS. Un fenomeno che desta preoccupazione diffusa e che richiede attenzione da parte delle istituzioni e della cittadinanza.

Durante la sua relazione, appassionata e ricca di esempi tratti da indagini sul campo, Celli ha illustrato i risultati dei suoi studi, soffermandosi in particolare sul concetto di “hot-spot”: aree ristrette dove, in un arco di tempo breve, si verifica un numero anomalo di sparizioni. Secondo l’attivista, le scomparse non sarebbero episodi isolati, ma potrebbero rientrare in un fenomeno più ampio e sistematico, che merita approfondimenti accurati.

Celli ha citato diverse ipotesi investigative, alcune delle quali particolarmente gravi, riferendo che in vari Paesi sono stati documentati casi di maltrattamento organizzato di animali e di traffici illegali. Tra le ipotesi discusse, figurano:

• la possibile produzione di materiale audiovisivo illegale con crudeltà sugli animali;

• il furto di gatti a fini economici;

• l’utilizzo dei gatti per pratiche illegali assimilabili alla vivisezione non autorizzata;

• l’eliminazione degli stessi visti come attentatori della bio-diversità.

Si tratta di piste che, come ricordato durante l’incontro, devono essere verificate con prudenza e affidate esclusivamente all’attività delle forze dell’ordine e degli enti competenti.

La predazione da parte di fauna selvatica – come i lupi – è stata considerata tra le possibili cause, ma in un numero limitato di casi e non come spiegazione principale. Secondo Celli, l’assenza quasi totale di resti tipici di un attacco predatorio (ossa, ciuffi di pelo, tracce evidenti) farebbe propendere verso cause di origine umana, sebbene anche questa ipotesi necessiti di riscontri oggettivi.

In attesa di chiarimenti e di auspicabili sviluppi investigativi su un fenomeno che provoca sofferenza sia agli animali sia ai loro proprietari, è fondamentale adottare comportamenti di prevenzione e tutela. Tra le misure consigliate:

• applicare il microchip ai propri gatti;

• far rientrare i propri gatti nelle ore serali;

• installare telecamere o fototrappole nelle zone più critiche;

• segnalare tempestivamente alle autorità ogni scomparsa tramite relativa denuncia;

• comunicare e documentare eventuali movimenti sospetti nella propria zona da riferire alle autorità.

La collaborazione tra cittadini, associazioni e istituzioni è oggi più che mai essenziale per comprendere l’origine di queste preoccupanti sparizioni e per proteggere i nostri animali.

San Marino, 15 novembre 2025

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