Una storia di cuore

Una lunga storia quella dell’APAS, una storia d’amore, di motivazione, di grandi sacrifici ma anche di tante soddisfazioni e vittorie. Una storia iniziata a metà degli anni ’80.
Nell’album dei ricordi scorrono nella nostra memoria le immagini di ciò che invece vorremmo dimenticare: i cani accalappiati in strada, vaganti o randagi rinchiusi negli angusti box della lugubre struttura annessa al mattatoio in attesa, di lì a qualche giorno dell’iniezione letale. Abbiamo iniziato così, strappandoli ad una tragica fine, legittimata da una legge obsoleta, cinica e sommaria.
Ogni giorno qualcuno di loro lasciava quel luogo di morte per giungere al rifugio di fortuna o rimaneva sul posto, ma accudito da un addetto del macello un po’ più disponibile, che ben presto ha iniziato a collaborare con noi. I rifugi di fortuna da noi approntati, nell’arco di cinque anni hanno donato la salvezza a centinaia di cani e gatti, nonostante la mancanza di una legge che ne stabilisse il diritto alla vita e al benessere.
L’APAS promuove allora la normativa a prevenzione del randagismo e tutela degli animali d’affezione, che introduce l’anagrafe canina, il divieto di eutanasia dei cani randagi e vaganti, che devono essere accolti in una struttura adeguata, in attesa della riconsegna al proprietario, oppure accuditi in vista dell’adozione.
Così nella primavera del 1992 il Rifugio di Faetano apre i battenti già con un centinaio di cani e lo Stato delega l’APAS tramite apposita Convenzione a gestire la Struttura.


Gli anni novanta sono anni di grandi problemi a causa dei numeri del randagismo, che raggiunge livelli altissimi, fino quasi duecento cani e altrettanti gatti ospitati stabilmente al Rifugio, mettendo a dura prova le energie e la dedizione di addetti e volontari.
Ma il coraggio non viene meno, anzi, ci si concentra su ciò che manca, come ad esempio uno strumento legislativo che persegua in maniera più mirata ed esplicita il maltrattamento di un animale e l’abbandono. Traguardo raggiunto nel 2003 con l’introduzione dell’art 282 bis nel Codice Penale.
Non ci si ferma qui. Nel 2007 ancora su proposta dell’APAS viene approvata la legge contro la vivisezione, esempio di etica e di civiltà unico al mondo, e nello stesso anno, grazie alle nostre sollecitazioni in tal senso, la legge che istituisce l’Osservatorio della fauna selvatica e relativi habitat, organismo in cui l’Associazione da allora è parte attiva.
Consapevoli delle battaglie portate avanti dal Movimento animalista italiano e internazionale su temi di grande portata, non è mancato il nostro supporto alla causa.
Ricordiamo il sostegno ad Animals Asia per la chiusura delle fattorie della bile, per la chiusura di Green Hill, del Delfinario di Rimini, le manifestazioni e i cortei contro le pellicce, gli allevamenti intensivi, la vivisezione.


Di recente, un’altra conquista legislativa: l’introduzione nel Codice Stradale dell’obbligo di soccorso di un animale incidentato. Nel 2022 l’Associazione ha inoltrato all’attenzione delle Istituzioni una proposta di legge per istituire anche a San Marino un corpo di guardie zoofile volontarie con il compito di verificare e perseguire i casi di incuria, maltrattamento e abbandono degli animali.
L’APAS oggi conta oltre 700 Soci. La sua attività principale rimane la gestione del Rifugio che ospita cani, gatti e occasionalmente anche animali di altre specie (uccelli, conigli, tartarughe, nutrie…). Il personale del Rifugio conta quattro addetti, coadiuvati da uno staff di volontari che soprattutto nei festivi, supportano il personale nella custodia degli animali, nella pulizia degli ambienti, nei rapporti col pubblico per le adozioni e le visite in struttura sempre molto richieste.
In questi ultimi anni i numeri degli ospiti del Rifugio si sono notevolmente ridimensionati, grazie al nostro impegno sul fronte della prevenzione del randagismo. Ad oggi sono presenti al Rifugio una ventina di cani e circa 80 gatti, anche se gli arrivi annuali sono più elevati. Ogni anno infatti arrivano al Rifugio circa 90 cani e oltre 200 gatti, prevalentemente cuccioli. Grazie agli sforzi di tutto il team, attraverso gli appelli sui social e sulla stampa anche le adozioni si attestano su numeri alti e nel caso dei gatti si equiparano quasi del tutto agli arrivi. Per i cani le adozioni nell’ultimo biennio si attestano intorno alle 60 unità all’anno.
Se il randagismo dei cani nella Repubblica di San Marino, a distanza di oltre trent’anni, si può definire estinto, per quello felino non si può dire altrettanto, a causa di una cultura civica ancora carente e disattenta nel prevenire le cucciolate indesiderate attraverso la prevenzione. L’APAS interviene quindi impiegando le proprie risorse umane ed economiche sulle colonie di gatti randagi, localizzandole, censendole, catturando i soggetti da sterilizzare e curare, identificandoli a mezzo microchip, recuperando i cuccioli più domestici per darli in adozione e reinserendo in colonia gli adulti.
L’Associazione collabora con il Servizio Veterinario di Stato e col Servizio cinofilo nella prevenzione del randagismo ma anche per perseguire i casi di maltrattamento e malgoverno degli animali. Promuove e sostiene progetti e iniziative per sensibilizzare i cittadini alle tematiche di tutela degli animali e riconoscimento dei loro diritti, autonomamente o in collaborazione con le Istituzioni, con le Scuole, con Enti e Associazioni, al fine di favorire lo sviluppo di una cultura consapevole, di rispetto e corretta convivenza con le altre specie animali domestiche e selvatiche.



Quasi quarant’anni di impegno incessante, di attività sul campo, di grandi fatiche, di dispiaceri e delusioni, senza mai mollare nemmeno un giorno. Dove avremo trovato tanta energia? Quale sarà stato il carburante che ci ha alimentati, nonostante le faticose salite, oggi divenute meno ripide, quasi discese? Il carburante sono stati loro: le migliaia di animali salvati, tolti dalla strada, dagli incidenti, dalle malattie, dalla morte per stenti, dall’incuria, dall’abbandono.
Ma lo sono state anche tutte quelle meravigliose persone che li hanno adottati, portandoli a casa come un dono prezioso, facendo loro sentire che erano accolti e amati così com’erano: cuccioli, adulti, anziani, sani o con problemi fisici.






