Lettera a Michael Platini in merito all'avvelenamento dei randagi in Ucraina, in preparazione al campionato europeo di calcio

 

San Marino, 7 Novembre 2011

 

 

A Michel Platini,

Presidente Union of European

Football Associations

Chemin de la route-46,

CH-1260 Nyon,

Svizzera


Oggetto: avvelenamento dei randagi in preparazione al campionato europeo di calcio


Egregio sig. Platini,

a nome dell’Associazione Sammarinese Protezione Animali (APAS) che opera nella Repubblica di San Marino, Le scrivo per invitarLa a usare la Sua influenza presso le Autorità ucraine al fine di fermare immediatamente il trattamento vergognoso degli animali randagi.

Le città ospitanti stanno usando questo campionato come scusa per sterminare gli animali randagi con metodi barbari e illegali, nonostante, come Lei ben sa, che il randagismo degli animali di affezione sia determinato dall’insensibilità e inciviltà dell’uomo. Vengono lanciate polpette avvelenate per strada la mattina presto da impiegati del governo, e a Donetsk, Kharkiv e Lviv i giornali sono pieni di notizie di cani avvelenati o presi a fucilate. A Kyiv stanno avvelenando i cani nei parchi pubblici e per le strade. Le persone hanno visto il loro cane morire dopo una tremenda agonia per aver mangiato una di queste polpette. Le autorità negano di usare il veleno, perché è illegale, ma Naturewatch ha di recente ottenuto una fattura che dimostra la consegna di 1500 kg di veleno ordinato dalla ditta che si occupa dello sterminio dei cani a Kyiv.

Naturewatch ha già mandato a Lei e agli altri responsabili UEFA un dossier con tutti i dati, che mostra con quale brutalità le autorità ucraine stiano massacrando gli animali. In tutta Europa vengono adottati metodi umani per il contenimento della popolazione di randagi e lo stesso deve essere fatto in Ucraina.

L’Italia e la Repubblica di San Marino in particolare, si sono dotate già dal 1991 di normative per la prevenzione del randagismo, che attraverso l’anagrafe canina con l’identificazione indelebile del cane, la sterilizzazione delle fattrici, la realizzazione di ricoveri per i randagi, permettono di intervenire sul problema nel rispetto degli animali e del loro diritto alla vita.

Le chiedo pertanto di fare tutto quanto in Suo potere per esternare al Governo ucraino la Sua e nostra ferma condanna per questa barbarie, invitandolo a dotarsi di strumenti normativi e operativi che rispettino la vita e il benessere dei randagi.

Nel ringraziarLa per tutto quello che potrà fare, porgo a nome personale e dell’APAS, cordiali saluti e i migliori auguri per la Sua attività.


Dott.ssa Emanuela Stolfi

Presidente

APASfest - 25 Settembre 2011: l'intervento del presidente Emanuela Stolfi

APASFEST 17 SETTEMBRE 2011

25° ANNIVERSARIO APAS

Buona sera a tutti e grazie di aver accolto l’invito ad APASFEST. La giornata di oggi, che si conclude con la cena vegan, con delizioso menu, senza crudeltà sugli animali, rappresenta una festa importante, perché appositamente dedicata al 25° Anniversario della nostra Associazione, l’ASSOCIAZIONE SAMMARINESE PROTEZIONE ANIMALI. Il 4 Settembre 1986 per volontà di una trentina Soci, alcuni di essi qui con noi oggi, attraverso un atto formale, è stato sancito l’impegno di difendere gli animali, migliorare la loro condizione, assicurare l’applicazione delle norme giuridiche che li tutelano, svolgere opera di educazione e sensibilizzazione della gente in questo senso.

I tempi erano maturi anche per San Marino, quando negli stessi anni in Italia, si costituivano diverse e ormai note Associazioni animaliste e ambientaliste, come ANIMAL LIBERATION, LEGA PER LA DIFESA DEL CANE E DEL GATTO, LIPU, e altre, a significare che era giunto il momento e, il sentire comune, riguardo una maggiore tutela degli animali ha portato anche nella nostra realtà, quella sammarinese ad una inversione di rotta e all’inizio di un cambiamento culturale.

Di fatto, anno dopo anno, l’APAS, in un primo momento debole e timorosa, proprio  grazie al continuo lavoro dei suoi volontari, alla fedeltà dei Soci e al sostegno di tanti cittadini è cresciuta nei numeri e in autorevolezza, ponendosi e proponendosi nel tessuto sociale  con onestà e chiarezza di intenti, determinazione, concretezza, spirito di servizio.

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In quest’ottica ha avuto inizio l’opera intensa di sensibilizzazione per ottenere una struttura adeguata, il Rifugio, in cui accogliere i cani e i gatti randagi,  animali traditi dall’uomo, proprio da colui che in un primo momento aveva assicurato loro affetto e protezione. La principale problematica affrontata in quegli anni infatti fu proprio il randagismo, piaga molto diffusa allora, soprattutto nel bacino mediterraneo e purtroppo ancora molto presente in numerosi paesi del mondo.

Così, grazie a una prima Convenzione con l’Ecc. ma Camera, che ci ha destinato in uso un terreno sorgeva nel Marzo 1992 il Rifugio APAS,  fatto per ospitare circa 90 cani, ma che nell’arco di tempo di circa un decennio, si ritroverà a doverne ospitare più del doppio! In seguito, per esigenze logistiche di benessere animale e di sicurezza degli animali stessi, furono apportate nel tempo numerose modifiche, effettuate  sistemazioni, realizzati ampliamenti e migliorie di ogni genere, al punto che a tutt’oggi il Rifugio un cantiere sempre suscettibile di nuove modifiche.

Oggi, uno spazio praticamente doppio rispetto a quello di circa venti anni fa è a disposizione di 90 cani e di una sessantina di gatti, questi ultimi accolti nel “gattile” struttura approntata solo in seguito, recentemente ristrutturata, e che rappresenta il fiore all’occhiello del Rifugio APAS.

Oltre a ciò, che ha visto e vede tuttora il nostro lavoro giornaliero sul campo, grande è stato l’impegno per dotare il Paese di normative aggiornate o del tutto nuove a difesa e salvaguardia degli animali e dei loro diritti, e poiché presentate per iniziativa popolare hanno visto il sostegno di molti cittadini. Nel 1991 è stata la volta della Legge  a prevenzione del randagismo , che ha sancito il divieto definitivo di soppressione dei randagi e la loro accoglienza in strutture di ricovero adeguate in via permanente e con possibilità di adozione. Quindi nel 2003 l’aggiunta nel Codice Penale dell’art. 282 bis, che punisce il maltrattamento e l’abbandono degli animali in quanto reati, ed ancora nel 2007, la normativa antivivisezione, che qualifica la Repubblica di San Marino come primo ed unico paese al mondo in cui la sperimentazione animale è considerata reato e come tale punita!

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Numerose e molto significative sono state in questi venticinque anni le iniziative di educazione e sensibilizzazione rivolte soprattutto ai giovani, ai bambini e ai ragazzi delle Scuole, col fine di promuovere una cultura nuova, più sensibile e attenta alla condizione e al rispetto degli animali, una cultura di convivenza armonica con le altre specie viventi. L’iniziativa  più recente e di certo la più ambiziosa è stato il progetto “Io Rispetto gli Animali”, rivolto ai bambini della Scuola Elementare nell’anno scolastico 2010/2011 con lo spettacolo teatrale “Fuori dalla Gabbia”, proposte che pongono l’attenzione sui diritti degli animali, trattando temi cruciali come l’abbandono, il rispetto della fauna e dell’ambiente, gli Zoo, i Circhi, le Pellicce.

In questi ultimi anni in particolare, la cultura animalista ha trovato sul web ampio spazio e proprio qui si è costituita una fitta rete di scambio di informazioni, aiuto e solidarietà. In tale contesto l’APAS è molto presente, con un sito web aggiornatissimo, sempre ricco di informazioni e notizie, ma la nostra voce si fa sentire anche  Face book, il social network in cui il mondo intero converge in riferimento a qualsiasi cosa ma, vale la pena sottolineare che grazie a questo canale di comunicazione il mondo animalista, purtroppo spesso frammentato ha potuto trovare efficacia e coesione di azione e di intenti.

Oggi l’APAS, a 25 anni dalla nascita è una forza, con circa 550 Soci e numerosi sostenitori, riscontro che si evince dai dati del tre per mille, che anno dopo anno è andato gradualmente aumentando, a significare che il nostro lavoro risulta ampiamente riconosciuto ed apprezzato.

Di questo è doveroso ringraziare tutti coloro che in questo quarto di secolo si sono adoperati per far sì che l’Associazione entrasse a pieno titolo nel tessuto sociale del Paese, acquisendo consenso e credibilità. Un grazie sentito quindi e doveroso pertanto va ai presidenti che hanno guidato l’Associazione in passato e in particolare al primo presidente Elena Malagola, cui va il grande merito di aver ideato e caldeggiato la nascita di una organizzazione a protezione degli animali a San Marino, quindi ad Alberta Gherardi, sotto la cui presidenza ha decollato il primo periodico, il Notiziario APAS redatto interamente da Marino Maria Balsimelli, giornalista. Ancora, ad Alfonsina Guidi, grazie alla quale abbiamo visto incrementare nel 1999 il contributo dello Stato per la gestione del Rifugio e la nascita di “Segui le Impronte”il nuovo periodico ed infine a Luigina Gennari, che tanto ha fatto per migliorare le condizioni di vita degli animali qui al Rifugio.

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Naturalmente il nostro sincero ringraziamento si estende anche ai Soci che, in qualità di Consiglieri, biennio dopo biennio, si sono avvicendati in Consiglio Direttivo, sostenendo cariche, ognuno portando le proprie idee e il proprio prezioso e originale contributo.

Un ringraziamento speciale e sentito va agli Avv.ti Renzo ed Antonella Bonelli, Susanna Gasperoni e Gianluca Mularoni per il sostegno legale, offerto sempre con paziente disponibilità e grande professionalità. Un grazie riconoscente all’architetto Leo Marino Morganti, cui si deve il progetto e la direzione dei lavori del Rifugio.

Ma il nostro grazie più grande va ai volontari, vera risorsa dell’APAS, che tutti i giorni dedicano buona parte del proprio tempo agli animali, misurandosi con mille difficoltà; un grazie sentito agli addetti del Rifugio, in particolare ad Angela Pelliccioni, la nostra piccola grande donna, che si è sempre spesa con generosità, impiegando in ogni azione la propria esperienza ma soprattutto tanto cuore. Tutti loro operano sul campo ogni giorno dell’anno, con dedizione, pazienza e amore per gli animali, vera e unica grande molla in questo mestiere che chiamerei piuttosto missione.

Infine, un caloroso ringraziamento ai collaboratori esterni, soci e non soci, che a vario titolo e spesso gratuitamente hanno offerto alla causa degli animali tempo e professionalità. Nell’occasione di questa serata in particolare, va il nostro grazie riconoscente per aver accettato li nostro invito ad Annamaria Manzoni, splendida relatrice della conferenza di oggi “In direzione contraria”, alla coreografa Angela Natali e alle danzatrici di danza orientale del centro “Nati Angeli”nonché al musicista e ballerino Angelo Guidi e partner di danza Marina Muscioni, per aver accettato il nostro invito ad allietare la serata con le loro performance musicali e danzanti, a  Sergio Stabile, che generosamente ha messo a disposizione le proprie apparecchiature e la disponibilità personale a condurre la serata, a Mirko Mancini della DVF, grande professionista di foto e video ed naturalmente alle associazioni Animal Freedom e UnsolMondo, a Fantastika Cosmesi, per aver arricchito l’evento attraverso il proprio prezioso contributo.

Un ringraziamento infine agli sponsor partners dell’iniziativa, TITANCOOP e RIGHI RIST. CATERING “La Taverna”

Ma soprattutto grazie a Voi di essere qui a festeggiare il traguardo di questa prima grande tappa dell’APAS, fra poco brinderemo per augurare alla nostra grande famiglia ancora lunga vita al servizio dei nostri amati animali.

Emanuela Stolfi

Presidente APAS

Testo dell'Istanza agli Ecc.mi Capitani Reggenti sugli avvelenamenti dei cani nella Repubblica di San Marino

Agli Ecc.mi Capitani Reggenti

L’Associazione Sammarinese Protezione Animali (A.P.A.S.), nella persona del suo Presidente sig.ra Emanuela Stolfi, l’associazione Pro Bimbi, nella persona del suo Presidente sig.ra Grazia Zafferani, l’associazione Il Timbro, nella persona del suo Presidente sig. Matteo Ciacci, l’associazione OasiVerde, nella persona del suo Presidente sig. David De Biagi, l’associazione So8Marino, nella persona del suo Presidente sig Matteo Zeppa,  facendo seguito ai ripetuti episodi di uccisione di animali mediante l’utilizzo di esche o bocconi avvelenati avvenuti in Repubblica, intendono rappresentare il grave allarme e la forte preoccupazione che destano i recentissimi episodi di avvelenamento accaduti sabato scorso 25 giugno a Cà Muraccino (Santa Mustiola): due cagnoline sono state trovate morte avvelenate all’interno del proprio recinto protetto nel quale sono stati rinvenuti bocconi di lardo e carne simili ad escrementi di cane e dunque difficilmente individuabili.

Risulta in tutta evidenza la gravità del gesto criminale compiuto: infatti le cagnoline sono state uccise all’interno di una proprietà privata, nello specifico un giardino recintato, in cui i proprietari sono soliti accogliere amici e parenti, fra cui bambini in tenera età. Altri bocconi sono stati inoltre rinvenuti ai bordi della strada pubblica in Strada Monte Cerreto appena fuori dal recinto.

Nel mese di aprile 2011 sono giunte le prime segnalazioni relative ad episodi di decessi di cani a seguito della ingestione di bocconi avvelenati e ad oggi,  compresi i tre cani avvelenati il 28 maggio 2011 in occasione della mostra canina internazionale sono stati denunciati 28 casi di avvelenamento di cui 23 mortali. Senza inoltre contare l’avvelenamento di gatti, animali selvatici e i numerosi piccioni trovati morti e agonizzanti in via Gino Giacomini.

Poiché, fino all’episodio di sabato 25 giugno scorso le esche sono state abbandonate ai bordi delle strade pubbliche e nelle aree verdi nelle zone: Via delle Carrare (Murata), Via del Serrone (stand di Murata), Montecarlo (Fiorentino-Pianacci), Fonte dell’Ovo (Murata-Città), Strada delle Selbuccie (Borgo Maggiore) portici di Borgo Maggiore, e Bruciate di Fiorentino, grande preoccupazione desta il loro ritrovamento all’interno di un proprietà privata.

Le prime analisi fatte eseguire dal Servizio Veterinario sammarinese su alcuni bocconi rinvenuti a Fonte dell’Ovo, Borgo Maggiore e Montecarlo, evidenziano che si tratta di esche di lardo o pancetta associate e/o contaminate e/o posizionate in zone cosparse da veleno.

I veterinari che hanno avuto in cura i cani avvelenati rilevano l’elevata tossicità del veleno utilizzato in quanto capace di uccidere l’animale che l’ha ingerito, o l’ha inalato, in pochi minuti (anche cani di grossa taglia come border collie e labrador morti avvelenati rispettivamente il 21 aprile il 4 maggio 2011).

Inoltre, dalle lavande gastriche eseguite sui pochissimi cani che si sono salvati, grazie alla prontezza dei loro padroni, è emerso che la concentrazione di veleno nello stomaco era poco consistente. Ciò significa che basta una quantità minima del tossico usato per determinare una grave intossicazione o più spesso la morte dell’animale.

Quanto sopra è stato confermato dai primi risultati degli esami scientifici di laboratorio che individuano in un potente insetticida denominato  alfa-beta-Endosulfan il veleno utilizzato.

Le associazioni A.P.A.S, Pro Bimbi e Il Timbro, hanno evidenziato in un esposto depositato presso il Tribunale Unico in data 30 maggio 2011 la gravità della condotta posta in essere dal responsabile (o dai responsabili) degli avvelenamenti consistente nel collocare volontariamente a terra esche in luoghi pubblici ai bordi delle vie pubbliche e nelle zone verdi; il pericolo è ora ancor più grave poiché l’avvelenatore (o gli avvelenatori) hanno deciso di violare anche la proprietà privata mediante il lancio o il posizionamento delle esche.

Tale condotta oltre ad essere malvagia e crudele per la terribile e inutile sofferenza inferta agli animali che muoiono straziati dal dolore perché il veleno attacca il sistema nervoso, costituisce un grave rischio oltre che per gli animali, anche per la salute dell’uomo e per l’ambiente, sia direttamente, in particolare per i bambini, che indirettamente, attraverso la contaminazione ambientale.

Il pericolo viene denunciato quotidianamente dai genitori che erano soliti passeggiare con i loro bambini e recentemente dai centri estivi della Scuola dell’infanzia, che nell’attesa di individuare il responsabile (o i responsabili) preferiscono interrompere le consuete uscite per il timore che i piccoli possano inavvertitamente inghiottire (o anche solo toccare, considerata l’alta tossicità del veleno utilizzato) un’esca velenosa, data l’innata curiosità dei bambini, soprattutto nei primi 3 anni di vita, di portare tutto alla bocca.

Tale preoccupazione è stata ampiamente rappresentata nel corso della serata pubblica organizzata dalle Associazioni A.P.A.S. , Pro Bimbi, il Timbro e San Marino Agility Dog, il 4 maggio 2011 in cui tutti i cittadini presenti (oltre 200 persone) estremamente preoccupati e scossi dai tristi episodi denunciati, aderendo alla raccolta di firme (ad oggi sono state raccolte circa 2.000 firme) hanno sollecitato ogni più opportuno intervento diretto a fissare le misure da adottare per fronteggiare l’emergenza e salvaguardare l’incolumità delle persone, degli animali e dell’ambiente.

La grave situazione che nelle ultime settimane ha seminato panico e angoscia per lo stato di continua all’erta, per il dolore patito dai proprietari dei cani uccisi e per il pericolo di rischio per le persone, è stata inoltre confermata dagli avvelenamenti che hanno colpito tre cani iscritti alla 27 ° esposizione canina internazionale, di cui uno, un Cao de Agua portoghese, si è salvato grazie al pronto intervento del veterinario, mentre un terrier e un dalmata sono morti avvelenati a causa delle esche gettate a terra in prossimità dello stabile dove si è insediato il quartiere generale della manifestazione. Peraltro, la proprietaria del dalmata ucciso è stata soccorsa dall’ambulanza a seguito dello choc. Nella stessa area, circa due settimane dopo, ha perso la vita anche un giovane lagotto.

Tenuto conto della gravità dei fatti, peraltro denunciati e del pericolo che la disseminazione di veleni comporta anche per la salute dell’uomo, le sottoscritte Associazioni, si rivolgono agli Ecc.mi Capitani Reggenti al fine di richiedere che il Congresso di Stato, le Segreterie di Stato e i competenti Uffici della Pubblica Amministrazione, si attivino per adottare ogni opportuno provvedimento, ivi compresa la possibilità di dotare le forze dell’ordine, di dispositivi tecnologici adeguati e immediati, onde permettere di individuare il responsabile e/o i responsabili delle gravi condotte denunciate in tempi rapidi. Inoltre, che le Segreterie di Stato competenti mettano in campo opportune iniziative di informazione, attraverso i vari strumenti comunicativi, rivolte ai turisti che nei mesi estivi calcano il suolo della Repubblica con i propri animali di affezione.

 

Associazione A.P.A.S.

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Associazione Pro Bimbi

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Associazione Il Timbro

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OasiVerde

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S8Marino

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San Marino, 30 Giugno 2011

Richiesta di sottoscrizione della Convenzione di Berna da parte della Repubblica di San Marino


San Marino, 28 Febbraio 2011

Onorevole  Segretario di Stato per gli Affari Esteri
Antonella Mularoni

Onorevole Segretario di Stato al Territorio e Ambiente
Giancarlo Venturini

E p.c.
Alla Rappresentanza Sammarinese all’Assemblea Parlamentare del  Consiglio d’Europa

Dott.ssa Ivana D’Alessandro Segreteria della Convenzione di Berna

Loro sedi


Oggetto: richiesta di sottoscrizione della Convenzione di Berna da parte della Repubblica di San Marino


On.le Segretario di Stato,

il Comitato di Coordinamento per la tutela dell’ambiente, della fauna e della salute dei cittadini, di cui fanno parte diverse Associazioni culturali, ambientaliste ed animaliste, a rappresentanza di numerosi cittadini, ritiene indispensabile sottoporre alla Sua gentile attenzione una istanza considerata di grande valenza culturale e operativa, ovvero la sottoscrizione e relativa ratifica da parte della Repubblica di San Marino della Convenzione di Berna, riguardante la conservazione delle specie selvatiche e dell’ambiente naturale in Europa.
In considerazione di ciò, si rammenta la ratifica della stessa normativa da parte della vicina Italia già nel lontano 1982, mentre la Repubblica di San Marino, pur essendo parte integrante del territorio geografico della penisola e membro da lungo tempo del Consiglio d’Europa, nell’arco di un trentennio non si è ancora adeguata.

Gli ecosistemi e la biodiversità sono sempre più minacciati dalle azioni dell’uomo, che in modo dissennato e tutt’altro che lungimirante distrugge per mera speculazione e per le ragioni più svariate gli ambienti naturali, inquinando aria, acqua e suoli; distruggendo il verde e determinando con le proprie attività l’estinzione di numerose specie animali. Beni che rappresentano un patrimonio indisponibile dell’intera comunità internazionale, dai quali dipende la sopravvivenza della stessa specie umana e che, per questo, tutti hanno il dovere di difendere e conservare: Istituzioni nazionali e internazionali in prima istanza.
Non è certo una nota di merito purtroppo, il fatto che la Repubblica di San Marino in tutti questi anni non abbia ancora sottoscritto la Convenzione di Berna. Anni in cui invece, diverse nazioni in Europa hanno provveduto a farlo, persino Armenia, Bosnia, Georgia e Serbia-Montenegro, solo per citarne alcune. Nazioni con un passato storico e politico difficili, cosa che tuttavia non ha impedito loro di preoccuparsi della salvaguardia del proprio ambiente naturale.

Molti altri Stati non europei, fra cui alcuni Paesi africani, hanno desiderato aderire alla Convenzione di Berna per tutelare i preziosi ecosistemi del proprio paese, che rappresentano peraltro un’importante risorsa turistica. Nonostante ciò, la Repubblica di San Marino, paese turistico per eccellenza, con una storia di tutto rispetto, insieme alla Federazione Russa non ha sottoscritto la Convenzione.

In passato già alcune Associazioni, come APAS, AMS e OasiVerde, si sono congiuntamente attivate per invitare le Segreterie di Stato in indirizzo alla firma della Convenzione, sottolineandone l’alta valenza, quale irrinunciabile passo di civiltà per il Paese, nonché come presupposto da cui partire per legiferare in materia di reale tutela dell’ambiente e della biodiversità, e ancor più oggi risulterebbe indispensabile tale impegno, considerata la presenza della Repubblica di San Marino nel patrimonio mondiale dell’umanità.

Risulta opportuno a questo proposito riportare una nota ufficiale del 7 Dicembre 2010 del Consiglio d’Europa, relativa all’applicazione della Convenzione di Berna, in cui si evidenziano le ragioni per le quali gli Stati dovrebbero dotarsi di tale importante strumento normativo:

“Oltre trent’anni fa il Consiglio d’Europa ha elaborato uno strumento giuridico innovativo per tutelare la flora e la fauna selvatiche del continente. Nasceva così, il 19 Settembre 1979 la Convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa, detta anche Convenzione di Berna, primo trattato internazionale mirante a proteggere sia le specie vegetali e animali, che gli habitat naturali e a coordinare gli sforzi dei paesi in favore della tutela della natura. Il vertiginoso impoverimento del patrimonio ittico, il massiccio degrado del suolo, i danni ingenti provocati dalle inondazioni e la scomparsa della vita selvatica sono le tristi conseguenze dell’avere trascurato la salvaguardia della biodiversità. Il degrado di un ecosistema è spesso irreversibile e una specie estinta è irrimediabilmente persa, per sempre. Il rispetto della biodiversità è fondamentale per garantire il diritto a un ambiente sano e sostenibile. La varietà dell’ambiente ha effetti benefici sui beni e sui servizi; assicura  un’alimentazione di alta qualità, poiché preserva la fertilità del suolo e favorisce l’impollinazione; contribuisce a proteggere la salute, garantendo aria e alimenti puliti. Migliora il nostro tempo libero, procura benefici psicologici e spirituali e stimola il turismo.
La perdita della biodiversità ha gravi ripercussioni sul benessere economico, sociale ed ecologico di tutta l’Europa. A livello mondiale, il valore finanziario dei beni e servizi ecosistemici è stato valutato a €33 bilioni all’anno, più del doppio del valore di tutta la produzione umana. Più perdiamo biodiversità, più sono compromessi i servizi ecosistemici.
L’impegno politico è essenziale per sostenere una gestione effettiva ed efficace della biodiversità di fronte alle evoluzioni demografiche e ai cambiamenti climatici. La Convenzione di Berna fornisce un valido strumento a livello europeo per proteggere la biodiversità e la natura. Rappresenta una potente piattaforma strategica per la definizione di politiche, la cooperazione internazionale e l’attuazione di programmi ecologici transfrontalieri. Consente ai paesi di elaborare strumenti di protezione tradizionali, senza trascurare nuovi problemi emergenti, quali i cambiamenti climatici e le specie invasive, o il concetto di rete ecologica, spesso prima ancora che diventino questioni di attualità. Grazie alla Convenzione, è possibile monitorare gli sforzi compiuti da ogni paese in favore della biodiversità, tramite l’elaborazione di rapporti e documenti ugualmente accessibili al pubblico. Tale attività è facilitata dagli stretti contatti con la comunità scientifica e la società civile.
I quarantanove Stati e l’Unione europea (in quanto Comunità Europea) che hanno firmato la Convenzione si sono impegnati a promuovere politiche nazionali per la conservazione della flora e della fauna, a tenere conto dell’impatto delle politiche di assetto territoriale e dello sviluppo sull’ambiente naturale, a promuovere l’educazione e l’informazione in materia di conservazione della biodiversità, e a coordinare attività di ricerca in questo campo. È inoltre fondamentale migliorare l’informazione del pubblico, poiché, malgrado l’amore per la natura manifestato da molti europei, occorre tradurre il loro interesse in misure politiche efficaci’’

Il Comitato di Coordinamento per la tutela dell’ambiente, della fauna e della salute dei cittadini, confida in una attenta valutazione della proposta da parte delle competenti Segreterie di Stato, auspicando il loro impegno presso il Governo, promuovendo i necessari atti istituzionali per non perdere almeno nel corrente anno, l’occasione di offrire alla Repubblica di San Marino, un efficace strumento di tutela ecologica e di civiltà.

Distinti Saluti

Il Comitato di Coordinamento
per la tutela dell’ambiente, della fauna e della salute dei cittadini


Associazione Sammarinese Protezione Animali (APAS)

Associazione Micologica Sammarinese (AMS)

Associazione OasiVerde

Comitato per la tutela dell’Ambiente e della Salute


Associazione culturale “ Don Chisciotte”

Movimento S8Marino

Associazione Pro Bimbi

Orgoglio operaio