Da ADI e AgireOra video shock e dossier su allevamenti pellicce

adi_pellicce_home.jpgSan Marino, 26 Febbraio 2010 - Un video shock per svelare l'orrore degli allevamenti di animali da pelliccia, accompagnato da un nuovo dossier sull'industria della pelliccia. E' la campagna lanciata da Adi (Animal Defenders International) e dal network animalista AgireOra, con lo scopo di chiedere un divieto totale degli allevamenti di animali per la pelliccia in Italia. Il video e i risultati dell'indagine sono stati presentati il 26 Febbraio, durante la conferenza stampa che si e' tenuta a Milano, e sono scaricabili dal sito www.tvanimalista.info. Il reportage mostra animali con ferite aperte e infette, zampe deformate, occhi malati o mancanti, gabbie e altre strutture danneggiate e pericolose, ciotole per l'acqua vuote, sporche, rotte.

Il lancio coincide con la Settimana della Moda milanese, spiega Jan Creamer, direttore esecutivo di Adi, perche' e' necessario "risvegliare le coscienze" di chi, nell'industria della moda, ha deciso di "chiudere occhi e cuore alla verita' sulla produzione di pellicce". Gli stilisti, continua, "devono prendersi le proprie responsabilita' per il modo in cui le pellicce vengono prodotte".

Insomma, aggiunge Marina Berati di AgireOra Network, "è una responsabilita' di tutti". Degli stilisti, che "si mettano una mano sulla coscienza", ma anche dei cittadini stessi. Occorre dunque informare il pubblico, aggiunge, e "rifiutare questa 'moda' fatta di morte, e non comprare mai nulla con inserti di pelliccia, anche quando sembra finta, perche' non lo e' quasi mai".

L'allevamento di animali per pelliccia e' vietato nel Regno Unito, in Austria e Croazia. Nel mondo, concludono i promotori dell'iniziativa, la vendita di pellicce e' diminuita del 13,25%, mentre in Italia il fatturato delle vendite e' calato del 7% nel 2007-2008.

 
IL SALUTO DI GINO