| Anno 8° Numero 4 - Novembre/Dicembre
2003
Maltrattamento di animali
come preparare una DENUNCIA
Chiunque può fare una denuncia: tuttavia
occorre fare attenzione alla descrizione del fatto e soprattutto accertarsi
dell’effettiva esistenza di un maltrattamento
Ad un’associazione come la nostra quotidianamente
arrivano telefonate con richieste di aiuto per risolvere problemi inerenti
la convivenza uomo-animali. Molto spesso ci viene chiesto di fare denunce
per maltrattamenti e noi, ove riscontriamo situazioni di questo genere
ci adoperiamo per quanto possibile anche in questo.
Vorremmo però sollecitare il singolo individuo alla responsabilità
di quanto gli accade intorno; è anche dall’impegno concreto
del singolo che si ottengono piccole e grandi vittorie per aiutare chi
non ha la parola per difendersi. Per questo abbiamo pensato di dare
alcune indicazioni utili ai fini della conoscenza degli strumenti legali
disponibili nel nostro Paese per difendere gli animali dal maltrattamento.
Un privato cittadino e/o un’associazione, riscontrato un illecito
penale, in questo caso un maltrattamento di animale, può rivolgersi
ad un organo di Polizia giudiziaria (Carabinieri, Polizia Civile, Guardie
di Rocca) per segnalare il caso, richiedendo un intervento per accertare
il reato ed impedire che venga portato a conseguenze ulteriori.
Chiunque può fare una denuncia: tuttavia occorre fare attenzione
alla descrizione del fatto e soprattutto accertarsi dell’effettiva
esistenza di un maltrattamento. La presenza di testimoni di cui fare
menzione risulta importante per avvalorare quanto denunciato.
La denuncia può essere presentata oralmente o per iscritto, personalmente
o tramite unavvocato, posta all’attenzione del Commissario della
Legge se si intende presentarla in Tribunale, oppure all’attenzione
del Comando di Polizia giudiziaria a cui si decide rivolgersi, che avrà
cura di inoltrarla al Tribunale stesso. La normativa a tutela di tutti
gli animali cui fare riferimento è la Legge 25 Luglio 2003 n.
101 “Disposizioni di tutela penale dei diritti degli animali”che
modifica gli Artt. 282 e 255 del Codice penale, con l’inserimento
di un nuovo e più dettagliato articolo, il 282 bis. La denuncia
va fatta contro ignoti se non si conosce chi ha commesso i fatti.
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qui lo schema di una denuncia ]
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CACCIA:
qualche piccolo passo
Chiusura della stagione venatoria al 31 gennaio,
come nelle regioni limitrofe
Il calendario venatorio 2003/2004 emanato con Decreto
6 Agosto n. 106, quest’anno ha suscitato in Consiglio Grande e
Generale maggiore interesse rispetto al passato e il dibattito che ha
fatto seguito alla proposte di emendamento di alcuni Consiglieri, favorevoli
alla tutela della fauna, ha scatenato reazioni davvero sconcertanti
da parte dei soliti accaniti e ben noti sostenitori di Diana, tanto
che nella seduta stessa a seguito del susseguirsi di votazioni paritarie
su alcuni articoli emendati, il decreto in questione è stato
ritirato, per ricomparire sotto nuova forma, come Decreto 18/09/03 n°124.
Ma qual è la grande novità rispetto al passato? La chiusura
della caccia al 31 Gennaio 2003, come nelle regioni limitrofe e questo
significa tante e tante migliaia di vittime sottratte alla strage!!
Almeno a questo sarà servita la sensibilizzazione fatta in questi
anni. La ratifica di quest’ultimo è avvenuta Giovedì
23 Ottobre u.s.dove purtroppo non è passata la linea degli emendamenti
a favore della fauna selvatica, probabilmente a causa della “voce
grossa” fatta dalla Federazione della caccia nelle diverse sedi
politiche ... che non ha spaventato però quei Consiglieri che
sono abituati a ragionare con la propria testa e ad agire con il proprio
cuore e che credono davvero nella difesa dell’ecosistema.
Qualcosa però forse è cambiato: il Consiglio Grande e
Generale, stanco di dividersi sulla questione della caccia ha probabilmente
compreso che la stesura del calendario venatorio annuale non sarebbe
più fonte di tante diatribe, se fosse frutto di un lavoro collegiale
fra Federazione della caccia, Uffici ed Enti preposti allo studio e
salvaguardia dell’ambiente, Associazioni a protezione degli animali
e della natura. Siamo comunque fiduciosi che presto qualcosa di sostanziale
succederà.
Il Consiglio Direttivo
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Pelliccia. PERCHE’ ?
Occorrono dai 30 ai 60 animali per una sola pelliccia
di visone,
dai 180 ai 240 animali per una sola pelliccia di ermellino,
dai 130 ai 200 animali per una sola pelliccia di cincillà,
dalle 10 alle 24 volpi per ottenere una sola pelliccia di volpe
La cultura del rispetto del diritto alla vita di tutti
gli esseri viventi, uomini e animali, è alla base dell’animalismo.
Gli animali, a fatica ma lentamente ed inesorabilmente, cominciano ad
essere considerati come esseri viventi, soggetti morali portatori di
diritti da tutelare, di interessi da rispettare, che hanno diritto alla
vita per il solo fatto di esistere e non in quanto utili agli interessi
dell’uomo. Ma perché, nonostante la crescita dell’animalismo,
degli animalisti e delle associazioni gli animali continuano ad essere
utilizzati e sfruttati persino per essere “trasformati”
in pellicce, un capo d’abbigliamento che può essere tranquillamente
sostituito da prodotti che non comportano l’uccisione di decine
di esseri viventi?
Nella loro vita, gli animali d’allevamento conoscono solo la reclusione
in spazi limitatissimi e sovraffollati. Trascorrono la loro vita in
piccole gabbie sporche con il fondo metallico in rete, sono esposti
forzatamente al freddo, al vento e al gelo per infoltirne il manto.
Sono vittima dei loro stessi simili per fenomeni di cannibalismo e di
aggressività generati dalle allucinanti condizioni di vita. Vengono
uccisi all’età di 7-8 mesi mediante elettrocuzione anale
e vaginale, rottura delle ossa cervicali, asfissia con gas tossici o
soffocamento, sparo di un chiodo nel cervello seguito da dissanguamento.
Per non parlare della cattura con metodi cruenti e disumani degli animali
che vivono in libertà. Occorrono dai 30 ai 60 animali per una
sola pelliccia di visone, dai 180 ai 240 animali per una sola pelliccia
di ermellino, dai 130 ai 200 animali per una sola pelliccia di cincillà,
dalle 10 alle 24 volpi per ottenere una sola pelliccia di volpe.
È ormai inoltre accertata l’esistenza di un fiorente allevamento
di centinaia di migliaia di cani e gatti in Cina ed in Oriente per il
mercato della pellicceria occidentale, soprattutto italiano. L’Italia
resta uno dei principali consumatori al mondo di pellicce sia in quanto
ad utilizzo interno sia in quanto ad esportazione di pellicce nel mondo.
In Gran Bretagna, Olanda, Stati Uniti la percentuale di persone che
indossano pellicce è di gran lunga inferiore, nonostante si tratti
di paesi molto più freddi.
Di fronte a tanta e tale crudeltà, vien spontaneo chiedersi come
mai il movimento animalista non riesca a modificare l’approccio
all’opinione pubblica e dei consumatori verso scelte eticamente
corrette? Probabilmente per un motivo anche economico: i pellicciai
- e gli stilisti italiani che utilizzano pellicce - investono milioni
di euro sui mass media (pubblicità, promozioni, sponsorizzazioni,
feste con testimonial celebri, regalie varie ai giornalisti…)
e riescono dunque ad imporre una sorta di “silenzio” mediatico
omertoso sull’argomento. Sono scomparsi i dibattiti “pelliccia
sì pelliccia no” e tanto meno le critiche al settore; il
tentativo di rilanciare la pelliccia passa attraverso la “normalizzazione”
del prodotto, che viene proposto anche per gli uomini o per guarnire
giacconi, divani, cuscini, borse, giocattoli.
Le forze animaliste sono impari: si tratta dunque di una battaglia culturale
che potrà imporsi soltanto quando le nostre coscienze avranno
superato la fase dell’indifferenza e del rifiuto a conoscere quello
che si nasconde dietro la pelliccia.
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Le ali della città
Desidero spendere più di una parola a favore
dei piccioni che sono
in genere ritenuti animali invadenti e stupidi, ma non è così
I piccioni domestici, che derivano tutti dal piccione
selvatico (Columba livia), sono le tipiche “ali della città”:
si pensi a piazza del Duomo a Milano, o a piazza San Marco aVenezia;
anche a San Marino abbiamo diverse colonie di piccioni, purtroppo non
sempre tollerate dai cittadini, per via delle inevitabili deiezioni
liberate nell’ambiente.
Il piccione ha scelto di condividere con l’uomo lo spazio per
abitare e nidifica in soffitte, campanili, sottotetti, di giorno sta
preferibilmente su posatoi come cornicioni, buchi, facciate di palazzi
e giardini. In genere si sente più sicuro su luoghi elevati,
per controllare il territorio, difendersi meglio dai predatori e avvistare
gli alimentatori abituali.
I piccioni sono animali granivori e la loro principale alimentazione
consiste in sementi di vario tipo, eppure il principale alimento fornito
ad essi dall’uomo è il pane, che invece fa loro male e
che addirittura può in essi provocare gravi avitaminosi, poiché
privo dei necessari elementi nutritivi. Essendo poi composto da carboidrati,
stimola fortemente i cicli riproduttivi annuali che arrivano fino a
otto-nove all’anno (!)
Circa la presunta stupidità di questi uccelli è assolutamente
da sfatare, poiché essi sono in grado di imparare a riconoscere
le persone che li alimentano anche da notevole distanza, ne distinguono
la camminata, il modo di vestire o di gesticolare, la voce. Soprattutto
se allevati da pulcini, si affezionano alla persona che li ha svezzati,
amando volarle intorno fino a terminare il volo sulla sua spalla o sul
capo e volentieri ne desiderano la compagnia, diventano quasi veri animali
da affezione.
Occorre nei loro confronti maggiore tolleranza, almeno ove non provochino
eccessivi problemi igienici, nel qual caso si potrà intervenire
con una serie di interventi non cruenti di controllo della popolazione,
fra cui la somministrazione di mangimi bilanciati contenenti sostanze
sterilizzanti sotto controllo veterinario, per ridurre i loro cicli
riproduttivi.
Emanuela
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Grazie
Purtroppo per motivi di spazio non riusciamo a nominare,
come avremmo voluto fare, i soci e i tanti cittadini che nel corso dell’anno
hanno aiutato e sostenuto la nostra Associazione con contributi a favore
dei piccoli amici ospiti del Rifugio o espressi sotto varie forme, ma
che risultano però sempre preziosi e importanti.
Per questo vogliamo far giungere loro attraverso questo giornale, i
nostri più sentiti ringraziamenti.
Grazie di cuore quindi ai volontari, a chi ci è stato vicino
e appoggiato nelle iniziative, a chi ha dato un aiuto economico, a chi
ha offerto la propria collaborazione per il raggiungimento dei nostri
progetti e più in generale a tutti coloro che ci sostengono e
ci incoraggiano a proseguire in questa nostra difficile attività
che ha come fine il benessere e la difesa dei diritti degli animali.
Un ringraziamento doveroso anche ai soci e ai cittadini che dimostrano
di condividere le nostre finalità devolvendo il 3 per mille all’Associazione.
Questa forma di sostegno è per noi di primaria importanza, costituisce
una grande boccata d’ossigeno e ci permette di far fronte alle
numerose difficoltà economiche cui dobbiamo far fronte, dato
che la quota corrisposta annualmente dallo Stato, è insufficiente.
Grazie per tutto questo e grazie per tutto ciò che potrete fare
in futuro, magari in occasione delle prossime festività: l’adozione
a distanza di un cane o di un gatto abbandonato, una visita al Rifugio,
una piccola offerta, possono rendere davvero un po’ più
speciali questi giorni di festa.
Auguri !
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L’APAS incontra Gendarmeria,
Polizia Civile e Guardia di Rocca
Il Consiglio Direttivo dell’Associazione
a seguito dell’entrata in vigore nei mesi scorsi della legge “Disposizioni
di tutela penale dei Diritti degli animali”, proprio per sottolineare
l’importanza di questo nuovo strumento legislativo ai fini di
una maggiore tutela degli animali, ha incontrato il 24 Novembre scorso
leForze di Polizia, per un confronto sui casi di maltrattamento e per
concordare una modalità di denuncia, che possa facilitare chi
si trovi nell’eventualità di dover segnalare un reato di
maltrattamento di animale.
L’incontro ha avuto luogo presso la sala riunioni del Comando
Centrale della Gendarmeria, alla presenza del legale dell’A.P.A.S,
Avvocato Renzo Bonelli, il quale ha chiarito gli aspetti legali e penali
della normativa stessa.
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L’ angolo dei ragazzi
La Volpe
Se credi che, come nelle favole, la volpe sia un
animale molto furbo…hai proprio ragione! La volpe è davvero
molto intelligente, ricorda situazioni accadute in passato e sa prendere
decisioni. Non ha difficoltà ad adattarsi ad ogni ambiente.
E i famosi trucchi della volpe? Tutto vero! Per sfuggire ai suoi inseguitori
si finge morta, si immerge sott’acqua. Quando poi non ha voglia
di costruirsi la tana, cerca il rifugio di un tasso e gli dà
lo sfratto facendoci la pipì dentro!
Nelle giornate assolate la volpe si sdraia sopra un sasso e se non ci
sono pericoli in giro dorme come un ghiro. Quando fa freddo si acciambella
sotto la folta coda che diventa per l’occasione una calda e morbida
coperta. La coda è anche un importante segno distintivo che permette
ai membri di uno stesso gruppo di riconoscersi. Non solo, è importantissima
anche nella corsa. Funziona da timone e da bilanciere, permettendo alla
volpe di fare svolte improvvise anche a grandi velocità.
Di giorno dorme…ma la notte è sveglissima!!! Esce per le
battute di caccia. E se il cibo avanza? Niente paura: la volpe lo sotterra
e torna a cercarlo quando la fame si fa sentire.
NON è giusto vestirsi con la pelle degli animali
Ogni anno miliardi di animali vengono allevati in minuscole gabbie e
poi uccisi con il solo fine di prenderne la pelliccia.
Alcune donne, credono che la pelliccia sia bella ed elegante. In realtà
solo gli uomini primitivi si vestivano con pelli di animali, ma loro
non avevano alternative per proteggersi dal freddo. Oggi la pelliccia
è soltanto vanità, una vanità che costa la sofferenza
e la morte di tantissimi animali.
LA PELLICCIA PIACE SOLO A CRUDELIA DEMON ... È
FORSE BELLA ED ELEGANTE?
Non ci sono solo gli allevamenti, molti animali vengono catturati con
le tagliole, un sistema crudele e dolorosissimo. Immagina una mano che
rimane schiacciata per ore, o anche per giorni, nello sportello di una
macchina!!
Anche cani e gatti vengono uccisi per le pellicce! Per rifinire guanti,
colli, cappelli e cappotti. Per fabbricare giocattoli!!
Riceviamo e pubblichiamo
Una grazie dalla
Redazione di Segui le Impronte
per la tua preziosa collaborazione!!
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“Da qualunque parte la guardiamo,
la caccia è un atto stupido,
crudele, nocivo al sentimento morale”
Lev Tolstoj
(scrittore russo 1828-1910)
Non diventare mai cacciatore. Esprimi
il tuo pensiero e spiega che cacciare gli animali è sbagliato
e crudele.
Chi ama veramente la natura preferisce viverla e non distruggerla.
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Olivia Marani
Redazione
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