| Anno 8° Numero 3 - Settembre/Ottobre
2003
L’APAS e il Servizio Veterinario di Stato
promuovono congiuntamente il progetto
“+ sterilizzazioni - abbandoni”
La nostra Associazione che da diverso tempo promuove
questa iniziativa, a partire da quest’anno opererà in collaborazione
con il Servizio Veterinario di Stato per raggiungere il comune obiettivo
di prevenire e ridurre progressivamente il randagismo canino e felino,
limitando il numero delle nascite. Per limitare le nascite di cucciolate
indesiderate, la sterilizzazione è il rimedio più efficace.
A tale scopo,
AI CITTADINI CHE NE FARANNO RICHIESTA, VERRANNO ASSEGNATI
DEI CONTRIBUTI PER LA STERILIZZAZIONE DEL PROPRIO CANE O DEL PROPRIO
GATTO
LE RAGIONI DELLA STERILIZZAZIONE
Ogni anno vengono abbandonati milioni di animali.
Molti finiscono sotto le macchine, altri muoiono di stenti, altri ancora,
tantissimi, cadono vittima di sevizie. I rifugi (canili e gattili) gestiti
dalle associazioni animaliste che accolgono i randagi impegnandosi a
trovar loro nuove famiglie adottive, non sono sufficienti ad arginare
l’impatto di questa pratica abominevole.
Tra le cause più frequenti dell’abbandono sono sicuramente
da annoverare carenza motivazionale e difficoltà di natura comportamentale.
Ma non bisogna dimenticare un altro fattore: l’arrivo delle cucciolate.
La nascita in casa di cuccioli è sicuramente un evento entusiasmante.
Lo è a tal punto da far dimenticare le responsabilità
che di fatto comporta: garantire una sistemazione ai nuovi nati. E trovare
nuovi padroni ai cuccioli non è così semplice, anzi, a
onor del vero, richiede un impegno davvero notevole. Ecco allora farsi
avanti, per molti, moltissimi, la prospettiva allettante dell’abbandono,
o addirittura della soppressione.
Non sarebbe più saggio e “umano” decidere allora
di rinunciare alla “gioia delle cucciolate” sterilizzando
i propri animali? C’è chi sostiene che la sterilizzazione
sia un atto “contro natura”. Ma varrebbe forse la pena riflettere
su quanto “contro natura” sia piuttosto l’allontanamento
dei cuccioli dalla madre, il loro abbandono che li destina ad unavita
di stenti e di sofferenze, se non alla morte.
La sterilizzazione è l’unica scelta possibile. Non fa diventare
gli animali grassi e pigri (e comunque basta tenere sotto controllo
la dieta per evitarlo, come del resto sarebbe opportuno fare con tutti
gli animali domestici). Da evitare assolutamente l’utilizzo di
farmaci a base di ormoni per controllarne la sessualità, poiché
l’impiego di queste sostanze potrebbe dare origine a problemi
di salute anche seri. Non rimane che la sterilizzazione, come unico
atto di civiltà, oggi come oggi, possibile.
REGOLAMENTO PER IL CONTRIBUTO
CONTRIBUTO DI 80 EURO
PER OGNI CANE FEMMINA
(DISPONIBILI 20 QUOTE)
CONTRIBUTO DI 40 EURO
PER OGNI GATTA
(DISPONIBILI 30 QUOTE)
a coloro che si prenoteranno per primi (cittadini
e residenti in territorio e non più di un contributo per nucleo
familiare) solamente nei giorni di
sabato 11 – 18 – 25 ottobre
2003
dalle ore 14,00 alle ore 18,00
telefonando al numero
0549 992558 (Sig.ra Nadia)
Il contributo verrà assegnato dietro
presentazione della ricevuta del medico veterinario che ha effettuato
l’intervento.
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Un grande risultato per l’APAS:
anche nella Repubblica di San Marino
pene severe per chi maltratta gli animali!
Finalmente approvato il progetto di legge di iniziativa
popolare
presentato dall’APAS contro il maltrattamento degli animali,
ora legge n° 101/2003 “ Disposizioni di tutela penale dei
diritti degli animali”
L’Associazione Sammarinese Protezione Animali
ha accolto con grande soddisfazione l’approvazione a stragrande
maggioranza da parte del Consiglio Grande e Generale, nella seduta del
25 Luglio scorso, della proposta di legge di iniziativa popolare contro
il maltrattamento degli animali, dal titolo “Disposizioni di tutela
penale dei diritti degli animali”. Con questo strumento di legge,
entrato in vigore a metà agosto, sarà possibile perseguire
con l’arresto e il carcere fino a diversi mesi di reclusione,
o/e con sanzioni molto pesanti, da 250 a 12.000 Euro, nonché
con l’interdizione dall’esercizio dell’attività
da 6 mesi a 5 anni, chi compie atti di crudeltà sugli animali.
In particolare, chi maltratta un animale, lo detiene in condizioni incompatibili
con la propria natura, o con le proprie caratteristiche etologiche,
lo sfrutta, omette di custodirlo, lo abbandona, sarà perseguito
con l’arresto o con salate sanzioni pecuniarie.
Se poi il maltrattamento viene compiuto con mezzi particolarmente dolorosi,
quali modalità del traffico, del commercio, del trasporto, dell’allevamento,
della mattazione, di uno spettacolo con animali, o se addirittura viene
causata la morte dell’animale, il colpevole, oltre all’arresto
di secondo grado o alla multa, dovrà sostenere le spese di pubblicazione
della propria sentenza di condanna su alcuni organi di stampa, gli verranno
confiscati gli animali, e qualora si dimostri recidivo gli verrà
applicata l’interdizione dall’esercizio, anche fino al quarto
grado (da 2 a 5 anni). Chi poi organizza o partecipa a spettacoli o
manifestazioni che comportino strazio o sevizie per gli animali è
punito con l’arresto di 2° grado o con la multa congiuntamente
all’interdizione di primo grado (da 6 mesi a un anno) dall’esercizio
di spettacolo o manifestazione; se in casi estremi, si verifica la morte
dell’animale oltre alla pena dell’arresto di 2° grado
o multa viene applicata l’interdizione di 4° grado dall’esercizio
dell’attività svolta.
Qualora i fatti sopra indicati dovessero essere compiuti in relazione
all’esercizio di scommesse clandestine, la pena dell’arresto
di 2° grado e della multa vengono applicati congiuntamente.
Potrà essere suscettibile di denuncia, con arresto di 1°
grado o multa anche chi descrive, illustra, rappresenta, o riproduce
azioni di maltrattamento degli animali in modo tale da incentivarne
la pratica.
Da ora quindi, chiunque potrà denunciare alle forze dell’ordine,
principalmente Gendarmeria e Polizia Civile, atti di crudeltà
che vengano compiuti ai danni di un qualsiasi animale, affinché
il colpevole o i colpevoli possano essere perseguiti penalmente.
Risulta estremamente importante il fatto che la proposta di legge sia
stata condivisa e approvata a stragrande maggioranza, a significare
appunto che nel nostro Paese anche a livello istituzionale sta mutando
la mentalità nei confronti degli animali, i quali vengono considerati
sempre di più “persone”, per quanto non umane, con
il diritto di essere rispettati, in grado di provare emozioni, sentimenti,
paura, dolore e piacere e come tali aventi diritto alla vita e al rispetto.
Le nostre Istituzioni hanno saputo recepire le richieste dei sempre
più numerosi cittadini cui preme il benessere e il rispetto degli
animali, nonché le sollecitazioni in tal senso provenienti dalla
vicina Italia, dove già un progetto analogo, sta completando
il proprio iter in Parlamento.
L’APAS, pienamente soddisfatta del risultato, che considera un
grande traguardo, dopo la legge 54/1991 a prevenzione del randagismo
e tutela dei cani e dei gatti, sente il dovere ancora una volta di ringraziare
tutti i Consiglieri, che con il proprio voto hanno permesso che la proposta
divenisse legge dello Stato, ora legge 101/2003, che conferisce appunto
valore penale ai reati compiuti ai danni degli animali.
Il Consiglio Direttivo
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CACCIA:
terribile estate di siccità…
ma il calendario venatorio NON slitta!
Ineluttabile come un ottuso meccanismo che gira senza
sosta e
senza tenere conto delle variabili circostanti, il calendario venatorio
2003/2004 emanato dal Decreto 6 agosto n.106, ha legittimato
i cacciatori a sferrare l’ultimo colpo di grazia alla fauna selvatica,
già provata dalla impietosa siccità di questa estate
L’APAS, per queste ragioni si è rivolta
alla Segreteria al Territorio e Ambiente, allo scopo di stabilire una
mediazione con i cacciatori, sperando magari nelle proposte di quelli
meno rigidi e estremisti… che purtroppo sono in larga minoranza;
proprio da questi ultimi quest’anno ci si sarebbe aspettati una
proposta ragionevole di calendario venatorio, la quale tenesse conto
come primo punto dell’andamento stagionale, posticipando ad esempio
l’apertura della caccia ad alcune specie, come le stanziali, e
magari anticipando la chiusura stessa per altre, già terribilmente
provate dall’assenza di acqua .
Ma nulla di tutto ciò, anzi la maggior parte delle specie cacciabili
(art.6) sarà nel loro mirino da una a due settimane in più
rispetto al calendario delle Marche, calendario cui fa costantemente
riferimento quello nostro! Figuriamoci poi il tenere conto delle tre
importanti Direttive europee per togliere dal mirino specie protette
in tutta Europa, non se ne parla nemmeno! Evidentemente anche i cacciatori
più “ragionevoli” si divertono a impallinare frosone
(!), fringuello (!), calandro (poco presente per fortuna in RSM ma specie
in forte diminuzione), cappellaccia (non presente addirittura…
per cui perché non toglierla?), pispola (un uccellino di 10 gr!),
strillozzo (!) (specie di alta valenza biologica), piviere, passero,
passera mattugia e storno. La mediazione presso la Segreteria al Territorio
e Ambiente ci ha consentito anche quest’anno di strappare al fucile
Pittima e Marzaiola, che vanno così ad aggiungersi alle altre
specie che anno dopo anno siamo riusciti a salvare, e di decurtare la
chiusura di una settimana a domenica 8 febbraio e non al 15 come la
Federazione della caccia aveva inizialmente proposto, salvando anche
se solo per una settimana la vita a tante sventurate creature…
Perché mai la Federcaccia fin dall’inizio non ha proposto
di chiudere l’attività venatoria al 31 gennaio 2004, come
nella maggior parte delle regioni italiane, Marche comprese?
Si può aggiungere che i migratori in RSM vengono cacciati per
tutta la settimana venatoria dal primo all’ultimo giorno di caccia
(in Italia sono tre i giorni…), che la detenzione di “richiami
vivi”, povere vittime, che vivono tutto l’anno in gabbie
anguste, dove non possono neppure estendere le ali e al buio, è
superiore a quella dell’Italia, che i cacciatori si arrogano il
diritto indiscusso di “fare censimenti”, ripopolamenti e
reintroduzioni della fauna, senza alcuna competenza scientifica, che
hanno il permesso di entrare nelle proprietà private (!), ecc.ecc.
Tuttavia, con grande soddisfazione per l’APAS, un inaspettato
colpo di scena ha cambiato le carte in tavola in sede consiliare durante
la ratifica del decreto sulla caccia, rendendo finalmente un po’di
giustizia agli animali. Infatti, nella seduta del 17 settembre u.s grazie
agli interventi mirati e inconfutabili di alcuni Consiglieri delle forze
di opposizione, cui sta a cuore seriamente la sorte della fauna selvatica,
dopo un acceso dibattito che ha scatenato le rimostranze più
accese di quelli che senza vergogna si dichiarano cacciatori, come se
ciò fosse un vanto, è stato accolto l’emendamento
per la chiusura della caccia al 31 gennaio 2003!!
Ma sappiamo che, a seguito del susseguirsi di votazioni paritarie sui
successivi articoli emendati, il decreto in questione è stato
ritirato dal Governo, per essere sostituito il giorno stesso con uno
nuovo, appunto il Decreto del 18 settembre n°124, contenente la
modifica di cui sopra, decreto che però dovrà essere nuovamente
ratificato dal Consiglio Grande e Generale in una delle prossime sedute…
L’Associazione Sammarinese Protezione Animali, che da anni si
batte per salvare gli animali dalla persecuzione dei cacciatori, nel
ringraziare di cuore i Consiglieri intervenuti e tutti quelli che hanno
votato favorevolmente, auspica che anche nell’occasione della
ratifica del prossimo Decreto essi ancora una volta sappiano sostenere
fermamente le proprie posizioni, facendo prevalere quel buon senso e
quella libertà di coscienza, che già li ha contraddistinti
nella precedente sessione consiliare.
Il Consiglio Direttivo
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L’APAS nel mondo
COREA:
il nostro aiuto concreto
Ricordate l’appello lanciato nel numero scorso
di “Segui le Impronte” a favore di tanti cani e gatti, vittime
di indicibili atrocità in Corea? Ebbene, diversi soci e lettori
hanno risposto alla nostra richiesta di aiuto, evidentemente mossi a
pietà per quelle povere creature e certamente scossi dallo sdegno
verso esseri umani capaci di infliggere così tante sofferenze
ad un animale, tanto che, forse di fronte a tale genocidio risulta a
chiunque impossibile accettare di appartenere alla stessa specie …
quella appunto di Homo Sapiens!
I Bok days, 16 luglio, 26 luglio e 15 agosto sono considerati in Corea
i giorni più caldi dell’anno e proprio in queste giornate
vengono torturati e uccisi più cani e gatti dal solito. Molti
Coreani infatti ritengono “che la carne di cane allevi il caldo
soffocante ... e che incrementi la virilità!” e anche che
“quanto più si incrudelisca su cani e gatti con le più
terribili torture tanto più la loro carne sia afrodisiaca!”
Così, in nome dell’ignoranza e della superstizione, ogni
anno in Corea muoiono fra indicibili atrocità due milioni e mezzo
di cani e centinaia di migliaia di gatti.
L’APAS, come tante altre Associazioni animaliste nel mondo, ha
risposto subito alla richiesta accorata di aiuto degli Animalisti Italiani
PeTa e delle coraggiose Sorelle Kum, le quali a capo delle Organizzazioni
IAKA-KAPS, hanno reso noto al mondo intero le torture e i crimini che
si compiono nel loro Paese ai danni di tante creature indifese. Le Sorelle
Kum chiedono la promulgazione di una legge ad effetto immediato per
cani e gatti, che ne vieti l’allevamento, la detenzione e il consumo
a scopi alimentari. Nel frattempo è in costruzione un Rifugio
a Taegu, per accogliere i cani e i gatti strappati a tanta crudeltà.
Proprio al Rifugio di Taegu infatti sarà destinato il nostro
contributo economico di 750 Euro che a fine agosto abbiamo inviato alle
sorelle Kum tramite gli Animalisti Italiani e per il quale abbiamo ricevuto
dopo pochi giorni un sincero ringraziamento da Walter Caporale, Presidente
degli Animalisti Italiani PeTa, e da Ilaria Ferri, Direttore cattività
della stessa Associazione. L’impegno che abbiamo chiesto loro
è di tenerci informati sulla situazione in Corea, per poter eventualmente
continuare ad aiutare le Sorelle Kum, a combattere quella orribile piaga.
Sul sito www.animalisti.it
sono disponibili le foto raccapriccianti che confermano la drammaticità
delle sofferenze dei cani e dei gatti in Corea.
Emanuela Stolfi, Presidente APAS
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L’uomo e il cavallo:
ecco la doma del 2000
L’uomo sta al centro del tondino ed il cavallo,
non domato, vicino alla staccionata...
Così ha inizio la “doma dolce”, una tecnica di doma
e addestramento del cavallo che non prevede metodi coercitivi e traumatici
ma permette l’avvicinamento all’animale in maniera “dolce”
senza alcuna violenza, e che gli consente di imparare le tecniche equestri
e ad accettare l’uomo in maniera non cruenta, evitandogli inutili
sofferenze. E tutto molto in fretta!! Infatti, dopo solo un paio di
ore , il cavallo, che non ha mai visto una sella in precedenza, se ne
sta tranquillo e sellato con l’uomo sopra che lo conduce senza
l’aiuto di finimenti in testa.
Questa tecnica, che si basa su studi scientifici, è stata messa
a punto già da alcuni anni da un eminente etologo, il Prof. B.J.
Gentili, e accettata a livello scientifico dalla Comunità Europea.
Per ulteriori informazioni potete consultare QUESTO
SITO INTERNET, oppure se avete un cavallo da domare o da rieducare,
potete contattare direttamente Marco Caprara di Imola (338 9772289)
che applica questo tipo insegnamento.
Fulvia Costa
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L’ANGOLO DEI RAGAZZI
ARRIVA
il nuovo inserto di Segui le Impronte
C’è una grande novità. Da questo
numero il nostro giornale ospita uno spazio tutto nuovo per i ragazzi,
pieno di iniziative, concorsi, informazioni, suggerimenti e racconti.
Siccome l’idea ci sembra carina abbiamo cominciato subito con
una storia vera che vi terrà col fiato sospeso.
Per i prossimi numeri stiamo ancora cercando materiale interessante,
perciò, se volete, inviateci le vostre storie, i vostri disegni
o anche soltanto le vostre idee su cosa vi piacerebbe fare per aiutare
gli animali.
Ricordatevi però che Segui le Impronte è un giornale riservato
agli associati dell’APAS, e che solo un paio di volte ogni anno
viene spedito in tutte le case. Se lo volete, comunque, potete mandarci
il vostro materiale scrivendo a Redazione Segui le Impronte, P.le Taddeo
da Montefeltro 12 Murata -47890 San Marino oppure al nostro indirizzo
di posta elettronica apas@omniway.sm, sia che siate soci, sia che non
lo siate. Se invece volete informazioni su come associarvi, e ricevere
così regolarmente Segui le Impronte, guardate a pagina 2!!
E adesso basta con le chiacchiere, vi lasciamo alla prima avventura
del criceto in autostrada e aspettiamo tutto quello che ci vorrete inviare.
Buon divertimento!!
La Redazione
di Segui le Impronte
E’ tempo di Samba!!!
Anche le favole possono diventare realtà:
storia avventurosa di un criceto autostoppista
E’ una giornata di gennaio uggiosa e fredda
come ve ne sono tante, l’ambientazione è un autogrill sull’autostrada
A14 in direzione Bari. Si accendono i fari, illuminano l’intera
scena: persone che camminano a destra e a manca, chi mangia un panino,
chi chiacchiera, chi entra e chi esce dall’auto parcheggiata,
ecco… entra il protagonista, ma… si tratta… colpo
di scena signori! Il personaggio non è un attore diplomato alla
scuola nazionale di cinema, è solo un piccolo criceto che non
si trova sul set di un film ma si aggira infreddolito e impaurito nel
parcheggio di un autogrill.
E le comparse di questa situazione insolita sono ballerini che devono
partecipare a una competizione internazionale di danza sportiva. E ora
che si fa?? Non lo si può lasciare lì, morirebbe dal freddo
o schiacciato da un automobile. Sorgono subito le domande: dove lo si
tiene; come gestirlo in due giornate fra allenamenti e lustrini, ma
forse la più difficile è come fare per toglierlo dal parcheggio
visto che corre all’impazzata e sembra aver bevuto settemila caffè.
Dieci persone iniziano a correre dietro al criceto e alla fine della
corsa podistica si aggiunge anche qualche passante. Ora il criceto è
salvo.
Ha inizio una nuova avventura. Il criceto è arrivato ad Andria,
provincia di Bari, dentro una scatola di scarpe da ballo dove ha trovato
tranquillità, acqua, cibo e del cotone per riscaldarsi.
Giunti sul posto sono iniziati non pochi problemi. Ci troviamo a varcare
la soglia di un lussuoso albergo a quattro stelle, nel quale appare
il divieto d’ingresso con animali. D’altronde è solo
una scatola di scarpe tra le altre… e così entriamo facendo
passare il criceto sotto il naso del portiere. Si prende possesso delle
stanze e decidiamo che il criceto viene collocato nella mia.
Lasciamo la stanza per l’allenamento serale e la cena, stando
tranquilli che il nostro amico oramai rilassato non avrebbe commesso
guai. Rientriamo in albergo alle ore 1.00 e tutti i ragazzi della nostra
squadra entrano nella nostra stanza per salutare il criceto e per dargli
un nome, visto che ormai è diventato la nostra mascotte.
Entriamo in bagno e nella scatola non c’è più. Nonostante
le sue dimensioni il nostro amico è riuscito a sollevare il coperchio
e darsela a gambe appiattendosi sotto la porta; ha così inizio
una nuova corsa alla ricerca del nostro amico x . Temiamo che il signor
x abbia lasciato la stanza per cercare una sistemazione ancora più
lussuosa. Dopo alcune ore di ricerca e numerose ipotesi su come dichiarare
la scomparsa al direttore dell’albergo, all’improvviso sentiamo
rodere dietro un comodino della stanza, è lui, la nostra terribile
mascotte!
Durante la notte viene scelto il nome: SAMBA. All’indomani pensiamo
di utilizzare degli elastici per tenere chiusa la scatola visto che
si deve entrare nel palazzetto dello sport per disputare la competizione.
Dopo i pasti consumati a base di cereali, presi in albergo, e le coccole
raccolte fra i ragazzi della squadra, Samba non ne può più,
stanco, inizia a distruggere la scatola rosicchiandola. Ormai è
sera, si pensa all’adozione, che ne sarà di Samba, il temibile
roditore? Chi avrebbe mai pensato che anche un criceto potesse vivere
una notte da re in un bellissimo albergo e assistere a una coloratissima
competizione di danza internazionale? Tutto questo sembra una favola
invece è pura realtà. Samba ora vive a Bologna da Doriana
e Giada, non più in una scatola di scarpe ma in una casetta a
due piani, è ghiotto di cereali, è diventato bello cicciotto
ed ama tantissimo la musica latina.
Non sappiamo se Samba sia stato abbandonato o semplicemente scappato
ma ciò che è certo è che, talvolta, anche le favole
possono trasformarsi in realtà.
Sabrina Minguzzi
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SEGUI LE IMPRONTE
Direttore responsabile
Olivia Marani
Redazione
P.le Taddeo da Montefeltro,12
Tel. 0549 997064
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