Anno 9° Numero 2 - Settembre/Ottobre 2004

CACCIA, ovvero MORTE

Il Consiglio grande e generale cede alla pressione dei cacciatori e mette il buon senso alla berlina

Il primo settembre è terminata la tregua per tortore, quaglie, allodole, gazze, ghiandaie, cornacchie, storni e merli, cioè tutti quei meravigliosi uccelli che hanno allietato la nostra estate. La pre-apertura della caccia da appostamento, come disposto nel nuovo calendario venatorio, ha turbato la pace degli animali, poiché anche se non in forma vagante, sempre di caccia, quindi di morte, si tratta e stare nascosti vigliaccamente con un fucile in mano per cogliere di sorpresa qualche ignaro volatile non è certo più nobile e onesto che vagare per la campagna armati. L’emissione di un decreto può sembrare un atto di normale routine istituzionale, ma a nostro avviso non in questo caso, poiché, se si riflettesse sui danni che tale atto formale autorizza, probabilmente la caccia verrebbe finalmente vista per quello che è, cioè pura violenza e sopraffazione. L’apertura anticipata è stata giustificata come al solito con la necessità di allinearsi alle Marche. E’ una storiella vecchia, la conosciamo da un pezzo… da lì si prende ciò che fa comodo e ciò che non lo è si rifiuta, anzi si modifica a proprio vantaggio. L’apertura generale il 19 settembre, ha preso di mira tutte le specie in calendario, migratrici e stanziali, nessuna in meno rispetto allo scorso anno comprese quelle protette in tutta Europa, poiché la mediazione con i seguaci di Diana non ha sortito risultati, se non per il prelievo dei passeri e storni in “numero limitato”. Ma 50 al giorno, per i circa 1940 cacciatori in regola con la licenza annuale... fa ben 97.000 passeri al giorno. Se moltiplichiamo per circa 115 giorni effettivi di caccia, otteniamo praticamente la strage di 11.155.000 piccoli e gioiosi uccelli!! Per non contare poi tutti gli altri. Sarebbe questa la limitazione di carniere?! I cacciatori hanno avuto di nuovo il coraggio di porre la chiusura della caccia al 6 febbraio, adducendo ragioni assurde, come il fatto che in molti Paesi europei la caccia chiude a fine febbraio. L’altro ritornello è che in Italia vi sono le “Aziende faunistico-venatorie” dove si ammazza tutto l’anno, mentre da noi no. Ma il nostro esiguo territorio grazie al cielo non si presta a questi scopi… Dopo la sconfitta dello scorso anno, sono corsi ai ripari e sorpresa… quest’anno in Consiglio c’è stato chi ha pensato bene di accontentarli, bocciando tutti gli emendamenti tesi alla tutela degli uccelli, compreso quello che chiedeva come lo scorso anno la chiusura al 31 gennaio. Comprendendo che non si risolverà mai nulla fin tanto che non si metterà mano alla normativa sulla caccia, quello che invece attendiamo nell’imminente è il Piano faunistico-venatorio commissionato dalla Segreteria al Territorio e Ambiente, che ha recepito le nostre istanze, all’ Istituto Nazionale Fauna Selvatica (INFS), dal quale dovranno discendere il prossimo calendario venatorio 2005/06 e quelli futuri.

Il Consiglio Direttivo

Se questo è uno sport

Oltre alle centinaia di milioni di animali massacrati nel 2003-2004 sotto il fuoco delle doppiette sono cadute ben 51 persone e ferite 84. Si badi bene che non tutti i coinvolti sono cacciatori, ci sono stati bambini feriti mentre giocavano tranquillamente nel giardino di casa, contadini al lavoro nei campi, ...
(Animalisti italiani)

[Torna all'indice]

CACCIA DI FRODO AI CAPRIOLI

La nostra denuncia

Sulla base di testimonianze certe abbiamo saputo, con disappunto e stupore, che a San Marino negli scorsi mesi estivi si sono verificati episodi di caccia di frodo ai danni dei caprioli, in piena notte per evitare controlli e in periodo di caccia chiusa.
Le zone indicate sono soprattutto Casole, Canepa e S. Mustiola ma ne sono state indicate anche altre, purtroppo. I cittadini che hanno segnalato questi barbari episodi al Servizio di vigilanza ecologica, alla Gendarmeria e all’APAS hanno lamentato di essersi svegliati per il notevole rumore causato dagli spari, che si sono succeduti per alcune ore con regolarità, e soprattutto il fatto che questa ignobile attività notturna avesse per oggetto animali delicati e inermi quali i caprioli!
Nel sostenere fermamente che tali atti di teppismo, indegni di un Paese che si ritiene civile, infrangono i più comuni principi etici e morali, vanno contro la stessa normativa sulla caccia e contro le norme civili, l’APAS invita tutti coloro che hanno a cuore la sorte degli animali selvatici a denunciare al Servizio di vigilanza ecologica, alla Gendarmeria e all’Associazione stessa tali orribili episodi allo scopo di individuare quanto prima gli autori di questa vergogna.

[Torna all'indice]

IL NOSTRO SOSTEGNO a foche, beagle e cavie

La sottoscrizione che abbiamo avviato nell’occasione della nostra Assemblea generale lo scorso maggio a favore di LAV e VITA DA CANI, per assicurare rispettivamente la difesa delle foche dalla caccia spietata in Canada e il riscatto e recupero di animali da laboratorio, é ancora aperta, pertanto affrettatevi a versare il vostro contributo, anche piccolo, ma certamente di vitale importanza per queste importanti cause!
Due parole sulle iniziative. Purtroppo dallo scorso marzo, il Governo canadese ha emanato un “piano di gestione”che prevede il massacro di circa un milione di foche nel triennio 2003-2005. Oggetto di caccia spietata sono soprattutto i cuccioli di età compresa tra le 2 e le 12 settimane di vita per la morbidezza del loro manto (!) Questi piccoli non hanno la possibilità di fuggire davanti ai cacciatori, che li massacrano coi metodi più violenti e sanguinosi immaginabili. La caccia, terminata in maggio, riprenderà a novembre ma la LAV, nel frattempo, è riuscita a far approvare una Risoluzione dalla Commissione Affari Esteri della Camera che pone l’attenzione sul fatto che l’Italia è uno dei principali importatori nel mondo di prodotti derivanti dall’uccisione delle foche. Obiettivo quindi è quello di fare sì che a livello europeo tale Risoluzione, supportata da migliaia di firme raccolte dalla LAV stessa con una petizione, venga definitivamente accolta affinché il Governo italiano deliberi a favore della protezione delle foche, rinunciando al vergognoso commercio delle pelli.
Noi dell’APAS abbiamo sensibilizzato le nostre Istituzioni, perché attraverso gli opportuni canali diplomatici invitino il Governo italiano ad impegnarsi in questo senso, e i nostri Rappresentanti al Consiglio d’Europa perchè sostengano la posizione della LAV. Per maggiori informazioni consultare il sito della Lav www.infolav.org
La seconda iniziativa, promossa dall’Associazione “VITA DA CANI” cui andrà il nostro sostegno, ha lo scopo di contattare i laboratori di vivisezione per riscattare, ove possibile, gli animali vivisezionati (cani, gatti, topolini, ratti, porcellini d’India, altri animali... !), cercando di curarli fisicamente e psicologicamente per poi, se del caso, affidarli a famiglie che li richiedano. A tale proposito invitiamo caldamente i soci e i lettori ad adottare uno di questi poveri animali, per offrire loro una nuova opportunità di vita. Allo scopo potrete contattare direttamente la responsabile del progetto e Presidente di Vita Da Cani, Sara D’Angelo, all’indirizzo di posta elettronica sara@vitadacani.org
Potrete inoltre versare il vostro contributo da qualsiasi sportello bancario sul c/c 1332 Agenzia Città 1 della Cassa di Risparmio di RSM, intestato all’Associazione Sammarinese Protezione Animali, specificando i vostri dati e soprattutto le causali “Pro Foche” e/o “Pro Cavie”.

Emanuela Stolfi, Presidente

[Torna all'indice]

Vita al Rifugio

150 cani e 90 gatti sono attualmente gli ospiti del Rifugio APAS di Ca’ Chiavello. L’attività degli addetti che ogni giorno operano per la loro custodia e per la pulizia di spazi e ambienti che costituiscono le strutture del canile e del gattile, è impegnativa e incessante. Dalle 8,00 alle 14,00 essi si dedicano in gran parte alla cura degli animali. Se qualcuno è ammalato riceve le cure prescritte, in caso di necessità o urgenze vengono presi contatti diretti con il Servizio Veterinario affinché il cane o il gatto bisognoso possa essere al più presto sottoposto ad una accurata visita. Gli addetti provvedono poi alla loro alimentazione cercando di rispettare le particolari necessità che derivano dall’età o dallo stato di salute in particolare dei cuccioli e degli animali anziani.
Gli addetti si occupano inoltre della pulizia degli ambienti in muratura, dei prefabbricati, dei recinti che costituiscono il canile e dei vari box del gattile. Tutto questo lavoro viene condotto quotidianamente e con la massima cura affinché si possa mantenere un ambiente sicuro dal punto di vista igienico-sanitario e per garantire il più possibile il benessere degli animali ospitati. Particolare attenzione viene rivolta alla compilazione e all’aggiornamento di apposite schede sulle quali vengono riportati i dati che riguardano ogni animale, il carattere, le sigle di identificazione (per i cani) che rendono senz’altro più semplice ed efficace l’organizzazione logistica all’interno del Rifugio e il controllo della situazione sanitaria. Vanno considerate poi come elemento importantissimo, le relazioni con le tante persone che ogni giorno si rivolgono agli addetti o agli operatori APAS sia per via telefonica (il telefono in certi giorni è davvero bollente) sia direttamente venendo in visita al Rifugio.
Spesso ci sono problemi da risolvere, situazioni difficili cui si cerca di porre rimedio, ma anche parecchie richieste di adozione di un piccolo ospite del canile o del gattile affinché possa entrare a far parte della propria famiglia. Questi sono sicuramente i momenti più belli e gratificanti che danno significato alla nostra attività e che ci ripagano delle tante fatiche e difficoltà che ci troviamo continuamente ad affrontare.
La gestione e la conduzione del Rifugio è stata possibile e continua ad esserlo grazie anche alla preziosissima e insostituibile opera dei volontari, che sin dal 1992 affiancano gli addetti nel lavoro; in particolare sostituiscono regolarmente alcuni di loro nei giorni festivi e, quando è possibile, in caso di ferie degli stessi affinché l’ attività quotidiana possa procedere in modo regolare e per non incidere oltremodo sulla cifra gestionale corrispostaci dallo Stato che è al momento insufficiente.
L’ attività dei volontari, che sono purtroppo ancora in numero esiguo rispetto alle giuste esigenze di ricambio di un gruppo che opera assiduamente da tanti anni , è comunque importante, calcolato mediamente in 1200 ore annuali. Cifra davvero rilevante che ci auguriamo possa essere condivisa ed anche aumentata nel tempo con altre persone che desiderano aiutare concretamente gli animali abbandonati.

Nadia Busignani, Vicepresidente

[Torna all'indice]

Una struttura per loro

Sì, dopo la dolorosa vicenda dei mesi scorsi dei 12 cani sieropositivi alla Leishmaniosi che non è stato possibile salvare e accogliere in una struttura adeguata, poiché non ancora esistente, sorgerà al Rifugio una struttura dotata dei requisiti necessari, per accogliere eventuali cani ammalati o sieropositivi a questa malattia trasmessa dai flebotomi (pappataci).
La tanto auspicata decisione è frutto di una intensa trattativa che il Consiglio Direttivo APAS ha condotto in giugno con la Segreteria alla Sanità, il Servizio Igiene Ambientale e il Servizio Veterinario, in cui da parte APAS è stata ribadita con fermezza la richiesta di curare i cani affetti o sieropositivi a questa patologia.
La struttura sarà costruita con materiali prefabbricati e sarà dotata di accorgimenti per evitare il passaggio di questi piccolissimi insetti, più piccoli di una zanzara, allo scopo di mantenere isolati i cani affetti, perché non contagino quelli sani.
Tuttavia la prevenzione è la migliore strategia per proteggere i cani dalla Leishmaniosi. Al Rifugio, vengono applicati collariniantiparassitari specifici contro i flebotomi a tutti i cani in entrata ai quali da parte del Servizio Veterinario vengono effettuati esami sierologici onde verificare o meno la presenza del protozoo responsabile della malattia. Con grande sollievo per tutti noi, nessun cane questa estate si è rivelato portatore della malattia! C’è di che sperare che con una prevenzione attenta, si possano limitare al massimo gli effetti della diffusione.
I consigli del Veterinario
- trattare il cane con un prodotto ad azione repellente nei confronti dei flebotomi;
- ridurre l’esposizione del cane al parassita, provvedendo a ricoverarlo al chiuso durante la notte;
- applicare zanzariere alle finestre con maglie fitte (0,4-2 mm);
- impiegare insetticidi ambientali per uso domestico;
- rivolgersi al Veterinario per sottoporre il cane ad esami sierologici nel periodo di riposo dei flebotomi (ottobre-aprile);
- chiedere consiglio e ogni ulteriore informazione al Veterinario.

[Torna all'indice]

LA SORTE DEI GIGANTI DEL MARE CI STA A CUORE E LA LORO SOPRAVVIVENZA CI PREOCCUPA.

Per questo motivo nel Luglio scorso abbiamo inviato una lettera alla Segreteria di Stato Affari Esteri, che sollecitava la presenza della Repubblica di San Marino al vertice di Sorrento e invitava ad allinearsi con le Nazioni anticaccia. La richiesta dell’APAS si è rivelata fortunatamente superflua, giacché il Rappresentante IWC di San Marino Dott. Dario Galassi, che gentilmente ci ha trasmesso la presente relazione avrebbe comunque votato, come già nel 2002 per la difesa delle balene. Esprimiamo al nostro Rappresentante e alla Segreteria degli Esteri la nostra più viva soddisfazione.

56^ RIUNIONE DELLA COMMISSIONE BALENIERA INTERNAZIONALE
ESTRATTO DALLA RELAZIONE

Si è svolta dal 19 al 22 Luglio a Sorrento la 56a riunione della Commissione Baleniera Internazionale (IWC), istituita nel 1946 dalla Convenzione per la Regolamentazione della Caccia alla Balena, alla quale San Marino ha aderito nel 2002.

La Commissione ha salutato l’ingresso di 6 nuovi membri: Belgio, Costa d’Avorio, Mauritania, Suriname, Ungheria e Tuvalu, che portano a 57 il numero dei Paesi aderenti all’IWC.

Anche in questa occasione, come nella precedente riunione annuale, si è ripresentata la situazione dei due schieramenti contrapposti, pro o contro la ripresa della pesca commerciale alle balene, bandita nel 1986 con l’adozione di una moratoria internazionale.

In virtù di questa moratoria, per 14 specie di cetacei è vietata la caccia, a causa del pericolo di estinzione (di una specie, la balena grigia del pacifico, esistono soltanto circa 100 esemplari, di cui 12 femmine). Uniche eccezioni, alcune quote concesse per vari motivi, come ad esempio studi scientifici o sostentamento per popolazioni indigene.

I Paesi che guidano il fronte delle nazioni che appoggiano la caccia sono Giappone, Islanda e Norvegia, che sono anche quelli che effettivamente la praticano: il Giappone, ad esempio, adducendo scopi scientifici, caccia più di 300 balene all’anno. Questi Paesi possono contare su un gruppo di sostenitori, tra i quali vi sono Russia, Cina, Repubblica di Corea ed una serie di Stati caraibici e dell’Oceania.

La fazione che si oppone alla caccia, alla quale appartiene San Marino, è composta dalla maggioranza degli Stati europei, oltre ad altri appartenenti a tutti i continenti. Il ruolo guida è ricoperto da USA, Regno Unito, Australia e Italia.

La prima votazione, svoltasi su una proposta giapponese di estendere lo scrutinio segreto, ha mostrato che il secondo schieramento ha ancora un margine di vantaggio su quello avversario: la proposta è stata bocciata 29 a 24.

Le seguenti votazioni importanti però, a causa della necessità di maggioranze pari ai 2/3 dei votanti, sono risultate in una situazione di stallo. Infatti sia le proposte di istituire nuovi santuari, nel Pacifico meridionale e nell’Atlantico meridionale, sia quelle di abolire quelli esistenti, come quello dell’Antartide, non hanno ottenuto un numero sufficiente di voti.

Da riportare, comunque, il successo del commissioner del Sudafrica, Paese contrario alla caccia, eletto Vice-presidente a discapito del candidato giapponese, e di St. Kitts and Nevis, Paese pro-caccia, che si è aggiudicata la sede della riunione del 2006, per la quale era in lizza con la Francia.


La riunione si è conclusa con il voto su una proposta dell’Irlanda, relativa all’esame della possibilità di biennalizzazione di questi incontri, ora annuali. La risoluzione, approvata all’unanimità, istituisce un gruppo di lavoro per lo studio di questa proposta.

Il prossimo appuntamento annuale, escluse le commissioni tecniche che non vengono seguite da San Marino, è per giugno 2005 nella Repubblica di Corea.

[Torna all'indice]


L'ANGOLO DEI RAGAZZI

 

Cinque piccoli monelli

A noi dell’APAS capita spesso di soccorrere anche animali che non siano cani e gatti, più spesso uccelli. Questo episodio, davvero degno di essere raccontato, riguarda cinque piccolissimi ricci trovati dalle Suore Clarisse di Valdragone nel giardino del convento durante il taglio dell’erba. I riccetti, di appena forse dieci giorni di vita, sono stati ritrovati sotto un cumulo di erba secca assieme alla madre che, probabilmente spaventata, si è allontanata ben presto lasciando i piccoli affamati e infreddoliti.
Le brave Suore li hanno subito posti in un giaciglio caldo, riscaldandoli con una boule d’acqua e nutrendoli con latte che i cuccioli lambivano dal palmo della mano, tanta era la fame!
In seguito, dopo la consegna continuai io stessa la difficile “operazione”di allattamento con un biberon-contagocce e latte speciale da me preparato, povero di zuccheri e piuttosto ricco in grassi e proteine.
A dire il vero, tutta la mia famiglia si è impegnata con disciplina per nutrirli con regolarità uno dopo l’altro ogni 3-4 ore… e il fatto di doverli necessariamente distinguere ci ha obbligato ad assegnare loro un nome, sulla base di alcune piccole differenze. Li chiamammo Ada, Ida, Leo, Otto e Ciro. Da quel momento li cominciammo a distinguere molto meglio.
Dopo il latte, intorno ai 40 giorni passammo all’omogeneizzato, di cui erano golosissimi e dopo una settimana ancora, a pezzetti di frutta fresca e verdurine miste. Naturalmente i simpatici monelli, sono stati anche abituati alla vita all’aperto e non sono mancate le fughe… che hanno agitato tutta la famiglia, costringendoci ad ispezionare ogni angolo del giardino e del garage! Purtroppo uno di loro, Leo, ci ha lasciato. Forse ha sofferto più degli altri la carenza di latte materno… povero piccolo.
Tutti sapevamo che i riccetti al momento giusto sarebbero ritornati nel parco del convento, luogo davvero sicuro perché le Suore avrebbero continuato ad offrire loro protezione e cure.
Così venne il fatidico giorno… Le Sorelle avevano preparato per loro un recinto adattissimo in attesa di rimetterli in completa libertà nella zona dove erano stati trovati. Nelle settimane successive da parte delle Suore non sono mancate davvero le attenzioni e buon cibo per farli crescere sani e robusti e anche tante coccole! Ogni settimana poi veniva rilevato il loro peso, constatando con soddisfazione che i piccoli crescevano molto bene. Non è stato facile lasciarli, ormai conoscevo il carattere di ognuno e le abitudini ma vederli curiosi e attivi nel recinto predisposto per loro e, soprattutto, così seguiti mi ha reso soddisfatta e felice per avere restituito alla natura questi simpatici e utili animali.

Emanuela

[Torna all'indice]

Perché amo i cani? Perché sono una di loro

Anche se non ho coda, orecchie lunghe e pelose o a punta, pelo raso o folto. Non ho quattro zampe motrici ma solo due, neanche tanto motrici e spesso irrigidite dai tacchi alti. Anche se non sfoggio un tartufo lucido, nero e largo ma un naso normale a volte raffreddato. Sono una di loro. Li capisco, li ho sempre capiti e penso di sapere cosa pensano dei bipedi umani. Basta il loro sguardo per saperlo. E non è vero che è solo rassegnato, implorante e vagamente ottuso come qualcuno pensa. Molte volte è la risposta, più eloquente di mille parole, alle intemperanze, alle stupidaggini, alla mediocrità, alla falsità e crudeltà umana. Eppure ci amano e lo fanno incondizionatamente e per sempre con una fedeltà quasi imbarazzante.
Potete immaginare un uomo così fedele? Nemmeno il più innamorato o, diciamocelo, il più rimbecillito dalla passione, ci riuscirebbe. Ma se mi sento una di loro è indirettamente “colpa” di mia madre. Da piccola, anche molto piccola, mi lanciavo dalle sue braccia per toccare tutti i cani che capitavano nelle vicinanze. Un gesto infantile che lei non ha mai represso, da donna intelligente quale era, che in fondo la divertiva. Con il tempo notando che questo slancio non cambiava e che nemmeno il vil cartello “attenti al cane” mi fermava dall’allungare una mano per una carezza o dal chiacchierare con il peloso, ha iniziato scherzosamente a sostenere che in una “precedente vita” io sono stata un cane. Non ho idea se in cuor suo credesse a qualche forma di reincarnazione o semplicemente la buttasse sul ridere.
Certo non ha riso quando ho rischiato la pelle per salvare un cagnone mio amico, vecchio, peloso e sordo che dormiva in mezzo alla strada e stava finendo sotto un camion. Per salvarlo, mi ha sempre raccontato con un brivido di paura, mi sono lanciata verso il peloso dormiente e il camion si è fermato a una spanna dal mio corpo. Di questo episodio ricordo solo un’enorme ruota ferma a pochi centimetri dal mio viso. Non ricordo lo svenimento di mia madre che dal balcone ha visto tutto, e neanche l’autista del rimorchio che pare abbia rischiato un infarto, ricordo però molto bene il mio amico peloso, il primo di una lunga serie, che dopo giocava con me. Avevo tre anni. Lo rifarei? Certo. Probabilmente senza pensare al pericolo. Sono una di loro.

Miriam

[Torna all'indice]


 


SEGUI LE IMPRONTE

Direttore responsabile
Olivia Marani
Redazione
P.le Taddeo da Montefeltro,12
Tel. 0549 997064
seguileimpronte@apasrsm.org

[Torna in cima] [HOME PAGE] [webmaster]