Anno 9° Numero 1 - Marzo/Aprile 2004

UN AIUTO PER LORO:
Randagi di Bucarest e Gorilla di Montagna

L’appello a favore dei cani randagi di Bucarest, lanciato il 4 ottobre scorso,
“Giornata mondiale degli animali”,
si è concluso alla fine di dicembre con una raccolta
di fondi che ci ha permesso di totalizzare 700,00 Euro

La quota, non elevatissima ma dignitosa, è stata inviata a Sara Turetta, instancabile volontaria, che dal 2002 gestisce il Rifugio di Cernavoda non lontano da Bucarest, unica realtà un po’rassicurante in un Paese dove gli animali sono considerati meno che oggetti. Di seguito l’e-mail di Sara, nella quale si comprende quanto ogni forma di aiuto sia non solo più che gradita ma del tutto indispensabile per salvare più cani possibile da catture disumane, sevizie, torture, morte orrenda.
Sara e la sua Organizzazione con e-mail e tramite il sito ci tengono aggiornati sui risvolti della situazione, che ogni giorno presenta molte novità, spesso molto tristi. Noi non possiamo che incoraggiarla dicendole “forza Sara, non mollare i randagi rumeni hanno solo te!” Per maggiori informazioni e/o per inviare un contributo potete consultare il sito www.canibucarest.it
Non solo i cani purtroppo sono vittime dell’efferatezza umana, lo sono in maggior misura le scimmie antropomorfe, con cui l’uomo paradossalmente condivide più del 90% dei geni. Ne sa qualcosa il WWF, che dal 1987 tenta di proteggere dai bracconieri e dalla distruzione dell’habitat i gorilla di montagna, meravigliosi e miti animali che vivono alle pendici dei vulcani Virunga in Congo, che da diverse migliaia ora sono ridotti ad appena 360! Il WWF internazionale ha attivato una serie di progetti per aiutare la popolazione locale ad essere autosufficiente, attraverso corsi di formazione per insegnare mestieri, coltivare la terra, cucire abiti, allevare piccoli animali da reddito, onde evitare la distruzione della foresta e l’uccisione dei gorilla per la vendita di carne, parti del corpo per trofei, cuccioli per la cattività. L’APAS ha voluto contribuire inviando al WWF Italia 300 Euro, ricavati dalla vendita di piantine e panettoni, nel periodo prenatalizio.
Di seguito l’e-mail di Daniela Musico, responsabile dell’ Ufficio Soci, che ci ha ringraziato sentitamente a nome del WWF.

Emanuela Stolfi, Presidente

Le e-mail ricevute

Carissimi amici, sono lieta che mi abbiate scritto perché ho visto la vostra generosa donazione e non sapevo come contattarvi. Non si tratta di una piccola cosa, ma di una grande cosa! Per me, in Romania, anche poche centinaia di euro fanno la differenza, e mi consentono di soccorrere, sfamare e sterilizzare molti più animali.
Spero continuerete, di tanto in tanto, a darmi il vostro appoggio, perché il futuro è davvero incerto, e la paura che un giorno tanti sacrifici fatti possano andare perduti mi getta nello sconforto. Grazie di cuore!

Sara Turetta

Desideriamo ringraziarVi molto della donazione di Euro 300,00 che avete così generosamente voluto devolvere in favore delle nostre attività di salvaguardia in Congo.
Il Vostro contributo rappresenta infatti per la nostra Associazione una preziosa opportunità e ci permetterà di finanziare un progetto internazionale sul quale stiamo lavorando assiduamente. (…)
RinnovandoVi i nostri ringraziamenti, porgiamo cordiali saluti.

Daniela Musico

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SOS cucciolate

Durante i mesi estivi l’abbandono di molte cucciolate di gattini al rifugio Apas rende particolarmente gravose le condizioni igienico-sanitarie del gattile

Per questo motivo ci appelliamo alla sensibilità di tutte le persone che amano gli animali, chiedendo una collaborazione. Questi mesi, infatti, sono i più difficili, e un aiuto quando l’arrivo dei piccoli è notevole, è ormai indispensabile.
Si tratta di ospitare temporaneamente cuccioli di gattini per il tempo sufficiente affiché le vaccinazioni possano creare la protezione necessaria ad affronatre l’entrata al Rifugio in modo più sicuro, un riparo da quelle gravi malattie che possono mettere in serio pericolo la loro salute.

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Ricordati dell’Associazione Sammarinese Protezione Animali (APAS)
quando formulerai la dichiarazione dei redditi

“I loro diritti ci stanno a cuore”, questo è il logo che abbiamo scelto a simbolo del nostro impegno in favore degli animali. Siamo certi che lo condividi anche tu, che anche tu pensi che gli animali abbiano il diritto di vivere una vita degna, poiché come l’uomo soffrono, provano emozioni e sentimenti, ma anche dolore, disagio, paura. Proprio l’uomo purtroppo è spesso la causa della loro sofferenza, del loro sfruttamento, della loro morte... Ma insieme possiamo fare qualcosa, con una semplice scelta e con un piccolo gesto puoi decidere subito di aiutarli!
Nei prossimi mesi di Aprile e Maggio si dovrà compilare il modulo per l’imposta generale sui redditi. Al momento della compilazione, personalmente o comunicandolo al tuo commercialista, potrai esprimere nell’apposita casella di devolvere all’ Associazione Sammarinese Protezione Animali (APAS) il tre per mille delle tasse, che dovrai comunque versare allo Stato (o ad altro Ente).
Tanti centesimi messi assieme faranno tanti Euro e questo rappresenterà per noi un grande sostegno economico, come lo è stato fino ad ora e un non meno importante incoraggiamento a proseguire sulla strada intrapresa.
Sapremo convertire il tuo aiuto in: cibo per i 250 ospiti del Rifugio, migliorie strutturali al canile/-gattile, legno per cucce e altri materiali, stampa e spedizione del nostro periodico, iniziative culturali, solidarietà ad altre Associazioni che difendono animali di ogni specie in altre parti del mondo.
Vogliamo rivolgere la nostra massima gratitudine a tutti coloro che negli scorsi anni, hanno scelto l’APAS, quale Ente destinatario del tre per mille, consentendoci di ottenere aiuti economici molto sostanziosi, spesi esclusivamente in favore degli animali.

Contiamo anche quest’anno sul Tuo indispensabile aiuto,
non farcelo mancare!!

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Il punto sul rifugio

Il Rifugio APAS di Ca’Chiavello ospita
attualmente 170 cani e circa 85 gatti

Il numero assai elevato di cani presenti comprende anche 32 “vecchietti” oltre gli 11-12 anni di età che, rispetto ad altri più giovani, hanno evidentemente scarse possibilità di essere adottati.
Nei primi due mesi del 2004 gli arrivi al canile sono stati 20, tra cui 10 piccoli. Lo scorso anno l’entrata di cuccioli è stata più numerosa rispetto al passato e la speranza è che ciò non costituisca una tendenza dato che la nostra Associazione tanto si prodiga per limitare l’incivile atto dell’abbandono.
Nel 2003 al gattile sono entrati 85 gattini (numero lievemente inferiore a quello del 2002) su un totale di 103 arrivi e questo rappresenta un problema che purtroppo si ripropone ogni anno, in quanto l’alto numero di piccoli concentrato in spazi ridotti, costituisce un serio pericolo per la loro salute. Fortunatamente la maggior parte ha trovato una sistemazione presso una famiglia, ma per tutti quelli nati allo stato randagio o dal carattere scontroso e diffidente, l’adozione non è stata possibile.
E proprio per dare l’opportunità a tanti cani e gatti anziani o con tristi storie alle spalle, con problemi caratteriali e di comportamento, di avere qualcuno che in qualche modo si interessi a loro, l’iniziativa delle adozioni a distanza, cominciata nel 2002, ci è sembrata efficace e meritevole di essere portata avanti. Da allora le adozioni (compresi i rinnovi) sono state 90, un buon numero che tuttavia auspichiamo possa considerevolmente aumentare nel tempo.
E ora alcuni dati che riguardano, in particolare, l’andamento degli arrivi e degli affidamenti nel corso degli ultimi quattro anni:

Canile        
  2000 2001 2002 2003
Arrivi 141 99 105 91
Affidamenti 103 61 78 68
Riconsegnati
19
8
7
16
         
Gattile        
  2000 2001 2002 2003
Arrivi 95 91 103 103
Affidamenti 62 94 105 76

La prevenzione del randagismo ha da sempre rappresentato per la nostra Associazione uno dei principali obiettivi da perseguire. Le strategie messe in atto in questo senso sono molteplici, tra queste: informazione alla popolazione; sterilizzazione dei gatti randagi presenti sul nostro territorio da parte del Servizio Veterinario di Stato iniziata nel 1993 e che conta ormai oltre 1.200 interventi; stanziamento di contributi annuali destinati ai cittadini per incentivare la sterilizzazione dei cani e dei gatti di proprietà allo scopo di giungere a un maggior controllo delle nascite indesiderate; invito a rispettare le norme previste dalla Legge 23 Aprile 1991 a prevenzione del randagismo e tutela della popolazione canina e felina.
Altro importante obiettivo è l’incentivazione degli affidamenti per dare modo al maggior numero possibile di piccoli ospiti del Rifugio di entrare a far parte di una famiglia; per questo, da tempo, è stata predisposta un’apposita pagina sul nostro sito unitamente alla rubrica che compare regolarmente sul mensile “Sorpresa”, senza trascurare agevolazioni, disponibilità e massima collaborazione che vengono da sempre offerti a chi decide di scegliere un amico da adottare.

Nadia Busignani Vice Presidente

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Fauna selvatica, un passo avanti

Da dieci anni l’Apas si impegna per difendere gli animali selvatici del nostro ambiente e per tutelare gli uccelli che in alcuni periodi sorvolano il territorio, adempiendo alle necessità imposte dai loro cicli biologici

La lotta con la Federazione della caccia è stata e lo è tuttora dura e impari, tuttavia qualcosa è cambiato i questi dieci anni, da quando cioè l’APAS, con l’intento di sottrarre il Fringuello al mirino dei cacciatori, ha attirato l’attenzione delle istituzioni e dei cittadini sulle iniquità della caccia ai nostri giorni, soprattutto in un territorio così limitato, cementificato e antropizzato. L’APAS, in questi anni ha proseguito la propria opera di sensibilizzazione cercando il confronto con il mondo venatorio che, purtroppo, in nessuna occasione ha mostrato disponibilità e buon senso per giungere a soluzioni per una corretta salvaguardia della fauna locale.
Così, dopo anni di puntualizzazioni da parte nostra al rispetto delle normative europee di protezione degli uccelli e delle indicazioni autorevoli sulla corretta gestione faunistica locale, nello scorso settembre in Consiglio Grande e Generale in occasione della ratifica del decreto sul calendario venatorio abbiamo assistito per la prima volta (!) al ritiro del decreto stesso, che avallava un periodo di caccia non conforme a quello delle regioni limitrofe. Il nuovo decreto, ratificato poi dal Consiglio, conteneva la chiusura della caccia al 31gennaio, come l’APAS aveva ripetutamente chiesto. Non solo, e questa è davvero la novità importante: il prossimo calendario venatorio, alla luce di un o.d.g. votato all’unanimità il 20 Gennaio 2004, non sarà il solito “fai da te” della Federcaccia ma includerà nella sua preparazione l’UGRAA, il Centro Naturalistico, l’APAS, le Associazioni ambientaliste e la Federazione della caccia.
Da tempo poi la nostra Associazione si batte per la volpe, oggetto di caccia selettiva o meglio repressiva da parte dei cacciatori, perché considerata animale nocivo... (a chi?). Lo studio sulla biologia di questo carnivoro, condotto dalla Società Hystrix.S.r.l di Fano, in collaborazione con l’UGRAA e commissionato circa 4 anni fa dalla Segreteria al Territorio, sulla base delle pressioni da noi effettuate per porre l’animale sotto protezione, ha ampiamente dimostrato l’importante ruolo della volpe quale consumatore di ratti e topi e non piuttosto di fauna di interesse venatorio come sostengono i cacciatori. La tanto temuta elevata densità di popolazione volpina a San Marino pertanto non sussiste e siamo fiduciosi che tutto ciò porterà a soluzioni non repressive di questo affascinante animale.

Il Consiglio Direttivo

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Gattile news

Sabato 7 febbraio, accompagnati dal Dott. Maurizio Battistini del Servizio Veterinario di Stato, un gruppo di animalisti che sta frequentando a Rimini un Corso sulla gestione delle colonie feline, un Rappresentante della Regione Emilia Romagna e un Rappresentante della stessa Provincia di Rimini hanno fatto visita al gattile di Ca’Chiavello.
Nell’occasione alcuni rappresentanti del Consiglio Direttivo e gli addetti del Rifugio hanno mostrato la struttura che è stata ampliata e migliorata nel tempo, illustrato l’organizzazione e informato gli ospiti delle difficoltà e dei problemi inevitabili che tutto questo comporta, ma anche dei piccoli e grandi successi che si sono ottenuti.
L’ auspicio è che l’ esempio della nostra esperienza possa essere stata di aiuto e di stimolo per la realizzazione di strutture adeguate ad accogliere gatti abbandonati e bisognosi anche nella Provincia a noi così vicina.

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Aiuta a diffondere
una rivoluzione culturale
che finalmente affranchi gli animali
dalla tortura e apra la strada
al progresso della ricerca
attraverso metodi
di sperimentazione senza animali, rivoluzionando le convinzioni
finora radicate fra i sostenitori
della vivisezione

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L’angolo dei ragazzi

Vuoi aiutare gli animali?

- Non partecipare mai a giochi che mettono in palio esseri viventi.
- Vai a fare la spesa? Compera detersivi, shampoo e prodotti per la casa non sperimentati sugli animali. Li trovi nelle erboristerie, ma anche nei supermercati.
- Ragni in casa? È facile catturarli con un bicchiere e un cartoncino, e poi metterli fuori dalla finestra. Funziona anche con gli insetti.
- Chiedi agli insegnanti di affrontare in classe il tema dei diritti degli animali, magari invitando un rappresentante di una associazione animalista.
-Ogni anno migliaia di animali acquatici muoiono perché inghiottono o rimangono impigliati in rifiuti di plastica. Cerca di usare materiali biodegradabili o riciclabili. Lascia sempre pulita la spiaggia, i mari, i laghi e i fiumi.
- Non comperare mai un animale! Puoi andare al canile o al gattile e adottare un randagio. Gli amici non si comprano!
- Leggi! Se sei informato avrai sempre la risposta pronta e ti sarà più facile sostenere le tue idee.
- Hai voglia di un hamburger? Vai in un negozio di prodotti biologici, oppure al supermercato, e comprati un hamburger vegetale. Provalo in un morbido panino con ketchup, senape e una foglia di insalata. E ... buon appetito!

Amici di Nemo
Tutto un mare da difendere

Chi non si è fatto catturare dalla fantastica avventura drammatica di NEMO? Nemo è un piccolo pesce pagliaccio attratto da ciò che riserva il profondo blu. Tenta con le proprie forze di mostrare al padre la propria autonomia nonostante il suo handicap, così si avventura al di là della barriera corallina. Ma anche nelle migliori animazioni le cose non vanno sempre bene, Nemo infatti si perde e viene rapito da un orribile subacqueo senza scrupoli e si ritrova in un angusto acquario tropicale. Ma insieme ai suoi amici riesce a escogitare un piano che gli permetterà di fuggire dall’acquario e ritornare nel mare aperto.
Lo sapete ragazzi quanti pesci sono meno fortunati di Nemo? Molti pesci infatti finiscono imprigionati nelle nasse dei pescatori oppure nelle mani di subacquei ai quali non importa nulla dell’esistenza di una legge che vieta la pesca con bombole e la pesca di specie protette. Da qualche anno a questa parte trascorro le mie vacanze per mare o meglio “sotto il mare”, mi diverto a fare immersioni e, in“punta di piedi”, mi avventuro negli abissi marini rispettando tutto ciò che mi circonda. Un subacqueo rispettoso è consapevole che sott’acqua non si tocca nulla ma, soprattutto, non si porta via nulla. Forse non è proprio il caso del subacqueo che incontrò Nemo. Nelle varie immersioni ho avuto l’occasione di incontrare chi come me riesce ad emozionarsi per la vista di nudibranchi dai colori sgargianti, di un timido polpo capace in pochi secondi di mimetizzarsi, oppure dalla danza dei crinoidi. Per non parlare delle ambientazioni fantastiche e misteriose che creano i relitti che col tempo si trasformano in rifugi per la fauna marina.
Purtroppo non vi sono solo cose belle d’ammirare, con tristezza ho notato pareti rovinate dalle mani dell’uomo per la raccolta dei datteri di mare il cui nome scientifico è “Litophaga litophaga”. Il dattero di mare è un mollusco che vive nella roccia all’interno della quale scava gallerie secernendo una sostanza erosiva. Pensate che impiega dai 15 ai 35 anni per raggiungere le dimensioni di cinque centimetri. La raccolta dei datteri avviene tramite l’uso di scalpelli e piccoli martelli pneumatici che, frantumando la roccia in cui il mollusco si insedia, provocano la distruzione dell’habitat di numerosi altri organismi, determinando lo sconvolgimento dell’ecosistema marino che si ripercuote infine sul patrimonio ittico. E’ come se, per raccogliere dei funghi, abbattessimo un’intera foresta distruggendo l’habitat per tutti gli uccelli, gli scoiattoli e gli orsi che vi vivono.
Si calcola che per un piatto di “linguine ai datteri” si debba distruggere una superficie di fondo marino pari a circa un metro quadrato, che impiegherà vent’anni a ricostituirsi integralmente. Le regioni più colpite da questo tipo di attività illegale sono la Campania, la Puglia, la Sicilia e la Liguria. Questo tipo di pesca è sanzionata penalmente come pure quella dei ricci di mare. Anche noi dovremmo avere gli occhi del piccolo Nemo capaci di emozionarsi per ciò che offe l’ambiente marino e terrestre, e rispettare la natura. E ricordate, la prossima volta che siete al ristorante evitate accuratamente di ordinare datteri di mare e fate presente a chi lo fa che danno sta causando all’ambiente marino!

Sabrina

SE sapessi quanto piango...
... NON mi mangeresti

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