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Lo scoiattolo:
l’acrobata dei boschi.
Diversi sono i mammiferi selvatici che da sempre
abitano il nostro territorio, altri invece lo hanno colonizzato solo
in tempi recenti.
Grandi, piccoli, eleganti, goffi o strani sono pressoché tutti
notturni ed alquanto elusivi: incontrarli e poterli vedere è
sempre pertanto un fugace evento fortuito ed occasionale.
Solo uno fra tutti, fortunatamente per noi, è diurno…e
di certo non passa inosservato, lo scoiattolo (Sciurus vulgaris).
Segnalato sporadicamente già da qualche tempo, solo quest’anno
è diventato assai popolare fra chi frequenta i bei parchi di
Montecerreto e di Montecchio, dove in pieno giorno coi suoi continui
movimenti su e giù lungo i tronchi, i salti spericolati da una
pianta all’altra e gli aggraziati balzelli sul terreno attira
l’attenzione anche dei più concentrati cercatori di funghi
e asparagi e degli scalmanati bambini che giocano sui dondoli.
Questo
simpatico roditore occupa un proprio territorio nei boschi di latifoglie,
di conifere e misti conducendo una vita solitaria per gran parte dell’anno.
Prevalentemente vegetariano, ricerca instancabilmente frutti del sottobosco,
pinoli ed altri semi di conifere, nocciole, castagne, ghiande, germogli,
radici, scorze e foglie; nella sua dieta entrano in misura assai inferiore
anche insetti ed altri invertebrati, uova e nidiacei. Ben nota è
la sua abitudine di immagazzinare scorte di cibo per l’inverno
nella cavità dei tronchi o sotto terra; i semi in eccesso o dimenticati
concorrono così alla diffusione delle piante nel bosco.
Maggiormente attivo nel primo mattino e nel tardo pomeriggio, trascorre
le ore di riposo in un nido sferico che si costruisce con ramoscelli
intrecciati alla biforcazione dei rami più alti. Talvolta utilizza
i nidi abbandonati dagli uccelli o la cavità in un tronco d’albero.
Nelle zone a clima mite lo scoiattolo si riproduce due volte all’anno,
in primavera e in inverno; sulle alte montagne ed alle latitudini più
settentrionali solamente in primavera. Dopo una gestazione di 38 giorni
vengono partoriti nel nido imbottito di erbe e muschio 3-5 piccoli nudi
e ciechi. Accuditi ed allattati nel nido durante il primo mese, cominciano
poi lo svezzamento con l’assunzione di cibi solidi e le prime
passeggiate nei boschi.
A circa due mesi, terminato definitivamente l’allattamento, diventano
indipendenti e si separano dalla madre. Ad un anno di età raggiungono
la maturità sessuale.
In Italia lo scoiattolo è presente con diverse sottospecie che
differiscono nella colorazione del mantello: le popolazioni alpine e
centro-settentrionali hanno una colorazione tipicamente rossiccia, più
scura in inverno; le popolazioni meridionali hanno invece una tinta
nerastra.
In Inghilterra e nell’Italia settentrionale, soprattutto in pianura
e nei parchi cittadini, vive attualmente anche lo scoiattolo grigio
dell’America del Nord (Sciurus carolinensis). Liberati nel 1890
in Inghilterra e dal 1948 in Piemonte, Liguria e Lombardia, questi scoiattoli
si sono adattati e diffusi velocemente in molte altre località
e costituiscono ora una minaccia per lo scoiattolo europeo che rischia
di venir soppiantato da questa nuova specie.
Sandro Casali
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