Il sistema di ecolocalizzazione dei pipistrelli

I pipistrelli nei loro voli notturni e nel buio più assoluto delle grotte in cui si rifugiano, non solo non urtano nessun ostacolo ma cacciano con una precisione infallibile falene ed altri piccoli insetti volanti.
Ciò è possibile grazie ad un sofisticatissimo sistema di ecolocalizzazione che permette a questi piccoli mammiferi volanti di orientarsi perfettamente senza l’ausilio della vista. I pipistrelli producono con la laringe degli ultrasuoni che vengono emessi attraverso il naso o la bocca.
L’eco che viene riflessa, analizzata dal cervello, permette a questi animali di comprendere se l’oggetto rilevato è una preda o un ostacolo. Grazie ad una sorta di memoria “uditiva” i pipistrelli sono anche in grado di ricordare perfettamente le caratteristiche spaziali dell’ambiente che frequentano usualmente; se ad esempio un pipistrello è solito cacciare volando attorno ad un ostacolo, continuerà per un certo periodo a descrivere la stessa traiettoria anche se questo sarà stato rimosso. Gli ultrasuoni orientativi che vengono emessi hanno frequenze variabili comprese tra 20 e 110 kHz (il limite dell’uomo è 18 kHz).
Le strane conformazioni del naso e dei padiglioni auricolari nelle diverse specie di pipistrelli servono ad indirizzare con precisione i suoni e ad analizzare le frequenze dell’eco riflessa; variazioni ritmiche di queste indicano la presenza di un insetto in volo, la sua direzione, la grandezza e la forma della preda.


 
 

 

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