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Chi sono e come
vivono

I
chirotteri, comunemente noti come pipistrelli, sono gli unici mammiferi
capaci di volare; hanno arti anteriori con dita molto allungate collegate
da una membrana cutanea, detta patagio, che si estende agli arti posteriori
ed alla coda (il termine chiroptera deriva dal greco e significa appunto
mano alata). Come tutti i mammiferi sono rivestiti da una pelliccia
ed allattano la prole. La dentatura è completa e sono sempre
presenti cinque dita per arto. Con le oltre 1000 specie attualmente
conosciute in tutto il mondo i chirotteri sono l’ordine di mammiferi
con il maggior numero di specie dopo i roditori. La fauna italiana,
che conta ben 31 specie diverse di pipistrelli, risulta la più
ricca d’Europa, dove complessivamente ne vivono 35.
I pipistrelli sono attivi soprattutto di notte. Lasciati i loro rifugi
diurni, costituiti da luoghi bui e riparati come grotte, cavità
dei tronchi, cantine e soffitte, volano in cerca di cibo nei territori
a loro familiari.
Le specie italiane sono tutte esclusivamente insettivore e divorano
una quantità inimmaginabile di insetti che catturano quasi sempre
in volo, spesso colpendoli e raccogliendoli a mo’ di guadino con
la membrana alare.
Le prede vengono localizzate attraverso l’emissione di onde sonore
ad alta frequenza e l’ascolto degli echi emessi dagli insetti
colpiti.
La
dieta delle numerose specie esistenti è comunque varia: all’incirca
il 70% si nutre di insetti ed altri invertebrati, il 23% mangia frutta,
il 5% si ciba di polline, lo 0,8% di carne di vertebrati, lo 0,6% di
pesce e soltanto lo 0,6% lambisce il sangue di altri animali dopo aver
praticato una minuscola incisione coi denti.
Alcune specie di chirotteri sono solitarie, ma la maggior parte ha abitudini
spiccatamente gregarie tanto che nei rifugi adatti si possono costituire
colonie anche di migliaia di esemplari.
Gli accoppiamenti avvengono in genere durante la cattiva stagione all’interno
degli affollati rifugi invernali; d’estate le femmine si riuniscono
invece nelle cosiddette nurseries, ambienti caldi e tranquilli come
fessure in alberi, edifici, rocce e muri dove partoriscono ed allevano
insieme i piccoli. I rifugi invernali sono invece costituiti generalmente
da cavità sotterranee assolutamente tranquille ed umide, come
grotte, gallerie e cantine. Qui i pipistrelli rallentano il loro metabolismo
e trascorrono l’inverno in letargo indisturbati fino alla primavera
successiva.
Per spostarsi dai rifugi estivi ai territori di caccia ed ai rifugi
invernali i pipistrelli compiono spesso lunghi voli coprendo grandi
distanze; alcune specie migratrici effettuano ogni anno spostamenti
anche di migliaia di chilometri.
Le diverse specie di pipistrelli italiani hanno abitudini ed esigenze
ecologiche ben diversificate: alcuni vivono esclusivamente in habitat
forestali, altri sono specializzati nella caccia sugli specchi d’acqua,
tra i cespugli o lungo le siepi; altri ancora sono invece legati agli
ambienti urbani, dove cacciano le prede attorno ai lampioni e trovano
rifugio negli infissi e nelle soffitte.
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