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Introduzione
Considerati
per oltre un millennio nella cultura occidentale il simbolo della malvagità,
compagni delle streghe e portatori di sfortuna, a torto i pipistrelli
si portano ancora appresso la cattiva fama assegnatagli dai pregiudizi
e dalle superstizioni che l’ignoranza dell’uomo ha creato
intorno a loro.
In realtà queste straordinarie creature sono assolutamente inoffensive:
non si attaccano ai capelli, non succhiano il sangue dal collo delle
fanciulle e non portano alcuna sventura.
I pipistrelli svolgono invece un ruolo importantissimo in molti ecosistemi
controllando in maniera significativa le popolazioni di insetti (un
solo pipistrello consuma in una notte oltre 3000 zanzare!) e, nei paesi
tropicali, partecipando all’impollinazione e alla disseminazione
di diverse specie di piante (tra cui, ad esempio, il banano).
Oggi purtroppo i pipistrelli sono in forte diminuzione in tutto il mondo
per cause quasi sempre riconducibili alle attività umane, come
la distruzione dei loro habitat naturali, l’accumulo nei tessuti
attraverso la catena alimentare di sostanze tossiche usate in agricoltura,
il disturbo nelle grotte e l’allontanamento o la distruzione delle
colonie riproduttive insediatesi in edifici e soffitte.
Un’informazione corretta e la divulgazione della verità
su questi piccoli mammiferi volanti risultano pertanto, oggi più
che mai, assolutamente necessarie per sfatare le innumerevoli quanto
assurde leggende;
altrettanto necessarie ed urgenti risultano altresì le leggi
e le misure di tutela rivolte ai loro rifugi divenuti sempre più
rari e agli ambienti naturali in genere, che siano il più possibile
mantenuti sani e diversificati.
Additate un tempo come malauguranti creature della notte, oggi il non
veder più i loro voli silenziosi è realmente un presagio
poco confortevole.
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